XIAN -I boeing ;al posto degli animali da traino. È la nuova via della seta. Oggi Walter Veltroni, nell'ultimo giorno di missione asiatica, chiederà ai vertici di Air China di attivare un volo diretto fra Roma e Xian, capitale imperiale fino al X secolo dopo Cristo; La città è diventata famosa in tutto il mondo per l'esercito di terracotta scoperto nel 1974 da alcuni contadini. Cercavano l'acqua, trovarono l'immobile milizia messa alla guardia della tomba del sovrano Qin Shin Huang. Ieri il sindaco ha visitato il sito archeologico. «Che meraviglia», ha sussurrato davanti alla silenziosa armata. Poi ha tirato fuori il cellulare, ha scattato una foto ricordo. E quando nel pomeriggio ha incontrato gli esponenti del governo della provincia, ha lanciato l'idea di istituire un gemellaggio con i Fori Imperiali. Oggi all'aeroporto di Pechino, prima di decollare per Fiumicino, Veltroni illustrerà alla compagnia cinese il progetto Xian-Roma. Le due città erano i «capolinea» delle carovane della la seta. «Ora possono diventare i terminali di una nuova rotta del turismo, in entrambe le direzioni», ha spiegato il sindaco. Il Campidoglio ha già offerto anche la disponibilità ad aprire una scuola di restauro per formare sul posto i ricercatori che ancora per almeno 35 anni dovranno scavare per svelare tutti i misteri di quello strano esercito. Il bilancio della visita, la prima di Veltroni in Cina (senza passaggi al mausoleo di Mao), secondo lo stesso sindaco è positivo: «Abbiamo sottoscritto tre accordi di scambio commerciale e culturale importanti con Pechino (oltre 15 milioni di abitanti), Tianjiin (11 milioni) e Xian (7 milioni) - ha detto -, Atac e Risorse per Roma hanno ottenuto contratti per un totale di 15 milioni di euro. Ed è solo l'inizio. Abbiamo attivato una ventina di relazioni bilaterali che potranno permettere alle imprese italiane dell'edilizia, del turismo e dell'industria di avviare operazioni in Cina. Ma abbiamo riscontrato anche grande interesse degli imprenditori locali a investire da noi». Intanto ieri il Campidoglio, per ricambiare il prestito di soldati di terracotta per la recente mostrasi Quirinale sulla Cina, ha regalato una serata particolare agli studenti dell'Università dell'arte di Xian: Enrico Pierannunzi e Danilo Rea, due fra i più importanti pianisti jazz del momento, hanno suonato insieme. Lo avevano già fatto a Pechino lunedì scorso, e avevano ottenuto un grande successo. Ieri hanno concesso il bis agli universitari che - molto divertiti - hanno ascoltato Io strano repertorio di improvvisazioni: dai classici del jazz a Fabrizio De André, dai Beatles alla Carmen di Bizet, passando per le struggenti melodie di Luigi Tenco. La missione si porta comunque appresso uno strascico di polemiche. «Visita inopportuna in un Paese che non rispetta i diritti umani», ha attaccato An. «Non merita risposta», ha detto il sindaco. Perplessità fra gli imprenditori romani invece per il mancato coordinamento con il viaggio di Giancarlo Elia Valori, presidente di Sviluppo Lazio. Le due delegazioni sono state in Cina esattamente negli stessi giorni. Si sono incrociate solo a un convegno. «Ma non dovevamo fare sistema?».