Possiamo parlare di degrado? «Ancora una volta il degrado?». Perché, è forse un tema scomodo? «Sicuramente non lo per me. Tutt'anzi». Allora, lo è magari per il Comune? «Guardi: io, contro il degrado, lotto. E tanto. Ma ogni volta, finisce che mi danno del matto». L'ultima volta quand'è successo? «L'ultima volta è stata quando ho detto no alla pista di pattinaggio in piazza Duomo». Stavolta, il problema è l'incuria e della sporcizia sulla balconata della Galleria. «Un disastro uguale». Alberto Artioli, sovrintendente ai Beni culturali, ripensa alla geografia del «salotto» di Milano, e prova un gran dispiacere e soprattutto prova quasi un dolore fisico. Che cosa si può fare? «Lavorare tutt 'insieme». Iniziando da dove? «Piazza del Duomo, l'ho detto e lo ripeto: rendiamola e teniamola più pulita». Artioli, ce la farà a batterlo, questo degrado? «Spero. Nell'attesa, c'è un altro orrore che mi piacerebbe eliminare». Quale? «Le reti per raccogliere gli escrementi dei piccioni. Però senza quelle... «Ma ci dovrà essere un altro modo per risolvere il problema. Solo che è come se non si facesse mai uno sforzo in più per individuare strade diverse. Per esempio: se i monumenti non siamo in grado di rispettarli, mettiamoci una cancellata attorno, per difenderli. No, anzi, lasciamo perdere. Tanto è una proposta che mi attirerebbe solo critiche».