TARQUINIA. II valore culturale della città e la promozione turistica sono stati completamente dimenticati nei 5 anni di amministrazione del centrodestra. Il j'accuse arriva dal consigliere comunale di minoranza Angelo Centini che lamenta una scarsa attenzione nei confronti dei siti archeologici della città, l'oblio completo per quanto concerne le esigenze strutturali della biblioteca comunale e dei lavori pubblici, poco rispettosi della storia locale. "L'assessore Olmi pensi a promuovere una commissione per i lavori pubblici e pensi alla promozione della cultura deficitaria per una città che si vanta, per le sua necropoli, di essere stata inserita nella lista dell'Unesco". Così interviene il consigliere di minoranza Angelo Centini (Ds), che esplicita come Olmi si sia preoccupato di creare una commissione di esperti, per inserire anche la processione pasquale nell'elenco dell'Unesco, ma non si preoccupi di ben altre cose assai importanti. "L'iniziativa di Olmi -spiega Centini - è sicuramente bella, niente da ridire. Non so, se però, l'assessore sia a conoscenza che le tombe etrusche di Tarquim'a, già patrimonio dell'Unesco, sono aperte soltanto di mattina, dal mese di novembre al 1 di aprile, mentre la gemella necropoli, quella di Cerveteri, è aperta tutto l'anno dalla mattina al tramonto. Perché tale differenza, considerato che insieme sono entrati nella lista dell'Unesco?". Centini lamenta come il Comune di Tarquinia non abbia mai protestato verso il ministero dei Beni culturali per questa disparità di trattamento. "Perché oltre alla commissione per il Cristo Risorto - continua il consigliere - l'assessore non promuove commissioni atte ad esaminare i progetti inerenti i lavori nel centro storico, si eviterebbero sicuramente interventi brutti e poco rispettosi dell'ambiente urbano, come le nuove pavimentazioni di vie e piazze, diverse l'una dall'altra, solo perché sono state progettate, una parte dall'ufficio tecnico ed altre da architetti, lasciati liberi di fare ciò che volevano". Centini spiega come basti passeggiare da via delle Torri fino a piazza Duomo, per rendersi conto delle diversità progettuali adottate, segno, secondo il diessino, di un'assenza totale di controllo e coordinamento da parte del Comune. "Perché Olmi non riunisce la commissione dei saggi nella biblioteca comunale - continua Centini - luogo deputato a queste cose, così si renderà conto delle condizioni vergognose in cui versa da oltre cinque anni. In questi cinque lunghi anni la struttura è giunta allo stadio terminale". "Ci sono voluti anni di dura protesta in consiglio comunale - conclude Centini - se la Regione Lazio nel 2006 ha finanziato con 200mila euro un progetto per trasferire la biblioteca presso palazzo Bruschi Falgari. I servizi culturali SONO obliati dall'assessore preposto".