Dopo Voltri e Molassana unaltra sfida alle iniziative che alzano il tiro, mentre a Savona il progetto Fuksas va avanti Sollevazione contro una torre di sette piani tra creuze e giardini LA CORSA finale al cemento che impegnerà le ultime sedute del consiglio comunale scopre una nuova torre, mentre saranno sicuramente "segnate" e comunque rinviate alla prossima giunta le torri proposte per Molassana e Voltri. Ad Albaro, in unarea adiacente allistituto Buon Pastore di via Bosio, dovrebbe sorgere un palazzo di sette piani più lattico, un "fungo" svettante tra creuze e palazzine. Proteste e richieste di ripensamenti arrivano dal quartiere e dalla circoscrizione, mentre sul tappeto resta la questione scottante dei box interrati nel parco di Villa Rosa a Pegli e martedì, tra laltro, sarà approvata la trasformazione del mercato di corso Sardegna. Intanto ieri a Savona il consiglio comunale ha dato via libera al progetto del porticciolo della Margonara, compresa la contestata torre vetrata firmata da Massimiliano Fuksas. ------------- NEL rush di fine mandato del cemento, spunta unaltra torre. Non proprio un grattacielo, ma sette piani più lattico in via Bosio, un angolo nascosto di Albaro dove il massimo dellaltezza dei fabbricati è di quattro piani, si notano eccome: e mentre tra gli albarini circolano i mugugni, la circoscrizione Medio Levante - unica a guida del centrodestra - si compatta con lopposizione di centrosinistra che ovunque in città è maggioranza e tutti dicono senza mezzi termini: tutto quello che non è ancora stato deciso, rimandatelo alla prossima giunta, per favore. Mentre nelle ultime sedute consiliari (3, 5 e 11 aprile) si affollano le pratiche urbanistiche da approvare, a partire dalla trasformazione del mercato di corso Sardegna (39 appartamenti, una residenza universitaria, 393 box e quasi 800 parcheggi legati alle attività per i giovani, due asili, gli uffici pubblici, sulla base di un project financing presentato dallimpresa Rizzani-De Eccher), oltre alle palazzine di via Liri e al residence nellex convento dei cappuccini di via Nullo. E lunedì una seduta di commissione urbanistica sarà interamente dedicata al parcheggio fai-da-te di Villa Rosa a Pegli, fieramente avversato dalla gente, in particolare dai genitori di 500 scolari delle due scuole ospitate nel parco. Al punto di scrivere una lettera aperta a tutti i consiglieri comunali perché trovino una strada per impedire i lavori: visto che, sotto il profilo delle autorizzazioni, la pratica non dovrebbe passare attraverso il consiglio comunale, ma essere autorizzata soltanto dagli uffici. La stessa strada seguita dal progetto di via Bosio, peraltro: come tutte le pratiche delledilizia privata. Al punto che Bruno Gabrielli, assessore allUrbanistica, resta trasecolato: «Un palazzo di sette, otto piani in quella zona? Impensabile. E vero che si tratta di un trasferimento di volumi rispetto ad altri abbattuti in altre zone della città; ma noi abbiamo dato un coefficiente massimo di ricostruzione di 1, cioè tanto quanto è stato abbattuto altrove; che in realtà abbiamo già dimezzato. Anche se la delibera relativa, a dir la verità, andrà in Consiglio solo martedì....» . Il progetto firmato dagli architetti Grattarola e Bandini su unarea in abbandono di proprietà dellIstituto Buon Pastore a cui è adiacente, impegna 1680 metri quadrati tra le vie Pirandello e Bosio, sulla collina di Albaro di fronte al mare. Lì intorno, a parte il complesso storico del Buon Pastore ci sono costruzioni degli anni Sessanta e Settanta, magari con il giardino al piano. Ecco perché si è pensato ad un blocco "contemporaneo" con attente finiture esterne (vetro e cotto), dice lo studio organico dinsieme; mentre il progetto è redatto "in conformità al Puc" che prevede nella zona un utilizzo esclusivamente residenziale. Però. Però quello che si presenta nei disegni è una sorta di "fungo" «che da quelle parti non centra proprio niente», come sottolinea pasquale Ottonello, presidente del Medio Levante che segnala lassoluta compattezza di destra e sinistra nel dire: pensateci meglio, e rimandate il tutto. Diciannove appartamenti, sette piani fuori terra, piano attico e tre piani interrati di parcheggio, uno dei quali pubblico; logge e giardini sopraelevati, collegati da "ponticelli" agli alloggi del primo e del secondo piano. Il tutto nel verde; e preoccupandosi dellimpatto. Perché, si legge nella relazione, «pur in assenza di aspetti meritevoli di tutela è necessario che limpatto visivo salvaguardi le visuali panoramiche degli edifici limitrofi», mentre «le interferenze del volume di progetto con le visuali panoramiche circostanti risultano relativamente mitigate, nonostante le dimensioni plano-altimetriche sensibili del fabbricato proposto». E in questa smania di torri di fine mandato, che fine hanno fatto le altre? "Segate" tutte dopo le proteste; e alla prossima giunta le decisioni. Tramontata la torre nellarea Boero di Molassana, slitta il parere amministrativo sui 300 appartamenti previsti nella zona. Così laltra torre nel mirino delle proteste, quella nellex Verrina a Voltri: «Anche questa verrà "spalmata" sullarea, costruendo più edifici di minor impatto - risponde Bruno Gabrielli, assessore allurbanistica - ma i tempi tecnici per ripresentare il progetto sono troppo lunghi».