Il centrodestra chiede le dimissioni dellassessore e anche nella maggioranza cè chi gioisce Borri: ora cè il rischio di una lottizzazione selvaggia Eliminato qualsiasi limite alla edificabilità di tutte le aree previste nel Piano regolatore La cancellazione del Prisvut porta con sé due conseguenze. Una politica, laltra pratica. La prima, annunciata, è la richiesta di dimissioni dellassessore allUrbanistica. La seconda è invece leliminazione di qualsiasi limite alla lottizzazione di tutte le aree previste nel Piano regolatore. Le opposizioni di centrodestra hanno gioco facile ad affermare di aver visto giusto. Anche nel centrosinistra, però, cè chi, come Dario Ginefra, segretario provinciale e capogruppo dei Ds, sottolinea «che con la sentenza del Tar vengono confermate alcune perplessità che avevamo manifestato prima della discussione in aula». Potrà sembrare un paradosso, ma la cancellazione del Prisvut, il Piano di riequilibrio urbanistico varato per dare unattuazione mite a Prg, ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla quasi totalità delle forze politiche, anche di centrosinistra. Al punto che Angelo Pugliese, consigliere dei socialisti autonomisti, ammette di avere difficoltà a capirci qualcosa. «Un provvedimento fondamentale per lamministrazione viene annullato dal Tar - dice - e lassessore proponente, i consiglieri che lhanno votato e lavvocato che ha perso la causa si dichiarano soddisfatti». Anche nel centrodestra cè soddisfazione. Leuforia per essere stati profeti spinge Forza Italia, An, Udc e gruppo Libertà a chiedere le dimissioni dellassessore. «Il venir meno di un elemento fondamentale per la politica del territorio non può non avere conseguenze politiche», avvertono i consiglieri Di Cagno Abbrescia, Cea, Finocchio e Meleleo (Forza Italia); Melchiorre, Pennisi, Posca e Monteleone (An); Loiacono (Udc) e Cipriani (Libertà). Per il centrodestra è grave che, nel 2005, lamministrazione comunale abbia deciso di far approvare in aula uno strumento urbanistico non previsto dalla legge, senza ascoltare né le forze politiche, né gli imprenditori, né lAvvocatura comunale. I consiglieri di opposizione mettono in risalto i rilievi contenuti nella sentenza del Tar: «Violazione di legge, eccesso di potere, ingiustizia manifesta». Grave, secondo la minoranza, è aver affidato la pratica ad un legale esterno, «lo stesso che finora ha ricevuto ben trentaquattro incarichi». E ancora: «Il sindaco e lassessore mentono quando dicono che non cambierà nulla: il Tar ha cancellato anche le norme tecniche di attuazione e adesso vale solo il Piano regolatore generale». Che il Prg, sia pure mitigato dalle leggi regionali sulla tutela del paesaggio, sia adesso lunico strumento urbanistico valido è convinto Vito Bellomo, presidente di Assedil. Gli industriali del settore avevano manifestato più di una perplessità sul Prisvut. «La sentenza del Tar ha un peso notevole - dice - Credo che sia necessaria una riflessione sugli atti dellamministrazione e sul rapporto con la classe imprenditoriale. Noi non eravamo contrari alle limitazioni, ma allo strumento giuridico, chiaramente atipico». E adesso? «È un bel pasticcio», taglia corto il professor Dino Borri. «Ora cè soltanto il Prg - spiega - Il rischio di liberalizzazione totale cè, in ballo ci sono milioni di metri cubi e i proprietari delle aree potrebbero chiedere la nomina di commissari ad acta per sbloccare le lottizzazioni». Non cè proprio nessun rimedio? «Le singole richieste - ribatte il professore - meriterebbero unistruttoria tecnica rigorosa e andrebbero bocciate se non rispettassero le leggi sullambiente. Però, si potrebbe anche pensare ad un Ppa snello, visto che il Piano urbanistico generale è ancora molto lontano».