Fermi tutti, si ritorna al punto di partenza. Sulle nuove nomine ai vertici delle sovrintendenze cade la scure della sentenza della Corte Costituzionale che, con sentenza depositata venerdì scorso, ha dichiarato illegittimo l'articolo della finanziaria regionale del 2002 che dava facoltà ai dirigenti generali, entro 90 giorni dalla loro nomina, di revocare gli incarichi ricoperti da funzionari di rango inferiore. Alla luce di questa sentenza, che boccia lo spoils system dei burocrati, decadono tutte le designazioni per le quali non si sono chiusi i termini di opposizione. E, tra queste, quelle dei tre nuovi sovrintendenti Gesualdo Campo a Catania, Vera Greco a Ragusa e Gianfilippo Villari a Messina. Come annunciato nei giorni scorsi, il direttore generale del dipartimento regionale dei Beni culturali Romeo Palma, ha emanato, in autotutela, la revoca degli ultimi incarichi diventati illegittimi alla luce della pronuncia della Consulta. La legge prevede che bisogna comunicare ai dipendenti interessati l'avvio di ogni procedimento amministrativo nei loro riguardi che incida - negativamente o positivamente che sia - sul loro status e sulla loro funzione. E questo ha fatto il dottor Palma comunicando a tutti gli interessati l'avvio del procedimento di revoca delle nuove nomine e indicando un tempo congruo, una decina di giorni, entro i quali potranno presentare le proprie deduzione e contro deduzioni. Si apre, dunque, un contenzioso i cui esiti, allo stato, non sono chiari. E' certo che, fino alla scadenza del tempo assegnato dal direttore generale, dieci giorni, i nuovi nominati resteranno nel pieno delle loro funzioni, cioè potranno esercitare tutte le loro prerogative. Ogni loro decisione sarà legittima, dunque, anche se sarebbe politicamente discutibile non limitarsi alla normale amministrazione. Scaduto il tempo dato, scatterà la revoca della nomina. Questo significa che la dott. Maria Grazia Branciforti - la cui rimozione aveva sollevato tante polemiche e denunce - torna, per vie imprevedibili, sovrintendente di Catania e che l'arch. Gesualdo Campo, che l'aveva sostituita, torna responsabile del Polo museale. Gli uffici e gli esperti valuteranno in un secondo momento se e come i «premiati» potranno riproporre le proprie candidature ai posti che, appena occupati, sono costretti a lasciare da una sentenza che ha messo in seria agitazione i palazzi del potere ribadendo il principio di buon senso e di buon governo secondo il quale va assicurata continuità solo tra gli organi politici e i dirigenti di vertice e soltanto nel caso in cui a fare le nuove nomine sia la Giunta regionale e non i singoli dirigenti generali.
SICILIA. Sovrintendenza ritorna la Branciforti
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo della finanziaria regionale del 2002 che dava facoltà ai dirigenti generali di revocare gli incarichi ricoperti da funzionari di rango inferiore. Questo significa che le designazioni per i nuovi sovrintendenti Gesualdo Campo a Catania, Vera Greco a Ragusa e Gianfilippo Villari a Messina sono decadute. Il direttore generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Romeo Palma, ha emanato la revoca degli ultimi incarichi diventati illegittimi. I nuovi nominati resteranno nel pieno delle loro funzioni per una decina di giorni, ma la revoca della nomina scenderà dopo scaduto il tempo assegnato. Questo significa che la dott.
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