LA NOSTRA VICENZA Ieri il presidente Ipab Meridio ha annunciato che il Cda rinuncia al park dopo le proteste Cevese: «Nel brolo un giardino all'italiana». Bandini: «Galleria d'arte nell'edificio seicentesco» Un giardino all'italiana a corredo di una galleria d'arte: potrebbe essere questa la futura destinazione di Palazzo Serbelloni e del suo antico brolo in contra' Proti, quell'orto che rischiava fino a qualche giorno fa di essere trasformato in parcheggio (con sedici posti auto) ad uso degli inquilini dell'istituto Proti. L'Ipab, proprietario dell'edificio e delle sue pertinenze, ha ufficialmente fatto marcia indietro sul progetto, accogliendo le rimostranze dello storico dell'arte Renato Cevese e del presidente dell'Accademia Olimpica Fernando Bandini, che erano pubblicamente insorti contro questa decisione. Lo ha comunicato ieri Gerardo Meridio, presidente dell'ente per i servizi assistenziali: «Le parole dei due professori hanno fatto riflettere l'Ipab, nonostante fossero già pronte tutte le carte della Soprintendenza e del Comune che permettevano di portare a termine il progetto. L'Ipab ha deciso di bloccare la realizzazione del parcheggio e di pensare a un utilizzo diverso di quest'area, tenendo conto che il destino di questo giardino non può non essere legato a quello del palazzo». L'edificio del Seicento, che fino allo scorso marzo ospitava gli uffici del Coni, necessita infatti di un intervento di ristrutturazione e valorizzazione che permetterebbe di riportarlo all'antico splendore. E qualche idea, a proposito, ha già cominciato a rimbalzare tra i vertici dell'ente, su proposta dello scultore Nereo Quagliato: «Sarei disponibile a fare omaggio di qualche mia scultura e di alcuni disegni in modo che questo palazzo potesse diventare il primo nucleo di una futura collezione di arte moderna, che si arricchirebbe non solo delle mie opere ma anche di quelle di altri artisti contemporanei». Un'operazione che per andare in porto dovrebbe contare sull'impegno dei privati, visto che Ipab, come ricorda il presidente Meridio, «Non possiede i finanziamenti per il restauro del palazzo, anche perché la priorità dell'ente è quella di raccogliere fondi per scopi statutari e ora stiamo concentrando le nostre risorse sulla costruzione del polo alzheimer e sulla ristrutturazione dell'istituto Salvi. Bisogna lanciare una richiesta di aiuto alle banche per esempio». E se l'accademico Bandini invoca quello «spirito di amore per la propria città» che dovrebbe ispirare il gesto generoso di un benefattore, il professor Cevese immagina già come utilizzare l'antico brolo: «Potrebbe diventare un giardino all'italiana, visto che nella città di Palladio e Scamozzi non ne abbiamo uno. Un giardino geometrico, compositivamente definito, in assonanza con il palazzo, in modo che tenendo aperto il portone su contra' dei Proti, chi passa abbia la possibilità di ammirarlo. E al centro del giardino si potrebbe mettere una fontana con qualche scultura di Quagliato». Lo storico dell'arte lancia poi un appello a favore del restauro del palazzo: «Si trova in condizioni di autentica rovina soprattutto all'esterno. Si tratta di uno dei palazzi più importanti del Seicento a Vicenza, molto particolare anche perché le finestre al piano terra sono prospetticamente concepite. È il primo e unico caso di adeguamento delle finestre ad esigenze prospettiche che conosco a Vicenza e fuori città. Anche per questo auspico un restauro sollecito». Nelle prossime settimane, intanto, il Consiglio di amministrazione dell'Ipab si riunirà per valutare queste proposte e pensare seriamente al futuro dell'area.
VICENZA - Palazzo Serbelloni, la vittoria dei prof
Il presidente dell'Ipab, Ipab Meridio, ha annunciato che il Consiglio di amministrazione ha deciso di rinunciare al progetto di trasformare il brolo del palazzo Serbelloni in un parcheggio. La decisione è stata presa dopo le proteste di Renato Cevese, storico dell'arte, e di Fernando Bandini, presidente dell'Accademia Olimpica. L'Ipab ha deciso di pensare a un utilizzo diverso di quest'area, tenendo conto che il destino del giardino non può non essere legato a quello del palazzo. Il presidente Meridio ha anche menzionato l'idea di unire il palazzo al giardino all'italiana, con una galleria d'arte e una fontana con sculture di Nereo Quagliato.
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