Fotografie e un dossier testimoniano lottizzazioni sulle colline, crinali urbanizzati e zone degradate Sorveglianza speciale per iniziativa del comitato del Parco delle Colline Moreniche di Desenzano e Roverella di Padenghe C'è un Grande Fratello agguerrito ed efficiente che controlla dall'alto e non come, finora, dalla strada o dal motoscafo gli scempi edilizi che vengono commessi ormai con una frequenza incredibile sulla riviera del Garda. L'hanno messo in funzione da qualche settimana le associazioni ambientaliste, il comitato del Parco delle Colline Moreniche di Desenzano e Roverella di Padenghe, che grazie al pilota ingegnere Mario Pavesi, vicepresidente del comitato, ed al fotografo Guido Franz (che di professione è però ingegnere ed è presidente di Roverella), hanno realizzato un dossier di estremo interesse tanto che è servito alla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Brescia per scoprire alcune «malefatte». La copiosa documentazione, corredata da riferimenti grafici, è un mezzo di indagine che si sta rivelando molto sicuro e preciso per chi voglia mettere il naso negli abusi che vengono perpetrati da troppo tempo sul litorale e sull'entroterra. E' il caso di Toscolano Maderno, della Valtenesi, del castello di Moniga (ieri abbiamo parlato dell'incredibile vicenda delle sei ville in procinto di essere costruite ai piedi del maniero medievale) tanto per restare ai casi più emblematici e recenti. Ma l'ultraleggero pilotato da Mario Pavesi e l'obiettivo della macchina fotografica di Luigi Franz hanno scrutato anche oltre. Hanno per esempio «immortalato» la presenza di alcune lottizzazioni discutibili sulle quali sono stati già versati fiumi d'inchiostro, come quelle in prossimità dell'abbazia di Maguzzano, che scatenò una petizione, o della piccola abbazia di S. Vito a Sirmione (minacciata dal piano particolareggiato che prende il suo nome) o ancora di S. Vigilio a Pozzolengo, attorno alla quale sorgerà un megacentro di golf con annesso residence. Tra l'altro proprio quest'ultimo insediamento antico è contornato da zone umide di pregevole valore, qual è la zona Mantelli. Altre foto, inoltre, mostrano inequivocabilmente l'assedio di costruzioni dirimpetto al sagrato dell'abbazia di Maguzzano che annullano la percezione visiva da altro fronte. Ora l'intero dossier fotografico è stato trasmesso al ministero per l'ambiente, alla regione, provincia e soprintendenza con una lettera in cui il comitato del parco colline Moreniche sottolinea «l'offesa arrecata alle aree che contornano abbazie e monasteri da una ottusa speculazione edilizia e che i crinali morenici, le zone umide e le piane fluvio-glaciali del ben noto territorio gardesano subiscono il destino della cementificazione». Con la trasmissione della documentazione fotografica, gli ambientalisti vogliono «richiamare l'attenzione delle istituzioni affinché leggi e convenzioni (europea e codice dei beni culturali e del paesaggio) siano non solo rispettati ma applicati prioritariamente per impedire pressioni palesemente speculative che non tengono assolutamente conto del patrimonio paesaggistico nonché dell'indotto economico che la valorizzazione del territorio porterebbe all'intera collettività locale». Infine, Mario Pavesi ha fatto sapere che verrà fatta una proposta all'Unione Europea perché il bacino del Garda possa rientrare nell'istituzione del Parco Europeo che annovererà le aree e gli ecosistemi più pregevoli del Vecchio Continente.
L'AMBIENTE DA DIFENDERE. In volo sul Garda contro cemento-selvaggio
Un comitato ambientalista ha creato un dossier fotografico per documentare le lottizzazioni e gli abusi edilizi sulle colline e sul litorale del Garda. Il dossier è stato trasmesso al ministero dell'ambiente, alla regione e alla soprintendenza per la protezione del patrimonio culturale. Le foto mostrano le zone degradate e le costruzioni inappropriati vicino ad abbazie e monasteri. Il comitato vuole richiamare l'attenzione delle istituzioni per la protezione del patrimonio paesaggistico e dell'indotto economico. Inoltre, il comitato vuole proporre l'Unione Europea per la creazione di un Parco Europeo nel bacino del Garda.
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