Sull'articolo di Paolo Conti «Ara Pacis dei misteri» pubblicato sul Corriere di ieri, vorrei dire che trovo assolutamente condivisibile il principio generale secondo cui qualsiasi opera pubblica, specie quando si tratta di progetti di grande dimensione e di rilevanza simbolica, debba essere accompagnata da un'ampia e puntuale attenzione alla comunicazione, per permettere ai cittadini di conoscere i termini, le fasi, i tempi del progetto. Riguardo all'Ara Pacis, sin dall'avvio dei lavori, si è cercato di prestare la massima attenzione a tale aspetto, sia attraverso numerose conferenze pubbliche, sia garantendo la massima visitabilità del cantiere, almeno sino a quando sia stato possibile salvaguardare là sicurezza. L'attuale piano di comunicazione predisposto prevede che a settembre prossimo, grazie ad uno schema di realtà virtuale messo a punto lo scorso luglio, sarà realizzato un infobox, che permetterà l'accesso semplice ed immediato ai dati sul quadro complessivo del progetto e dello stato dei lavori. Va detto altresì che è da tempo consumabile via Internet, all'interno del sito ufficiale del Comune di Roma, un'ampia e dettagliata pagina sul progetto Ara Pacis di Richard Meier; e, inoltre, che il plastico è stato esposto per anni presso il III Istituto d'Arte di via dei Decemviri, istituto che ne ha curato l'esecuzione materiale. Per completezza d'informazione si precisa anche che attualmente il plastico si trova nella sede del cantiere e sarà nuovamente visibile a breve termine, contestualmente all'attivazione dell'infobox. Del resto, proprio a sottolineare quanta importanza rivesta per questa amministrazione l'aspetto della comunicazione, va detto che proprio da una conoscenza dei termini corretti e reali del progetto si evincerebbe subito e con facilità che, ad esempio, non sono state apportate sostanziali modifiche a quanto previsto originariamente dal progetto Meier. Per quanto riguarda l'accenno finale a piazza Augusto Imperatore, vorrei ricordare che la Commissione paritetica Stato-Comune, appositamente istituita, è al lavoro proprio per individuare le idee-guida di un complessivo piano di riqualificazione dell'intera area, che preveda anche una idonea contestualizzazione del nuovo padiglione dell'Ara Pacis al suo interno. La Commissione quindi, cui spetta il compito di esaminare approfonditamente tutti i complessi aspetti del tema, è chiamata a fornire quelle coordinate indispensabili per l'attuazione di uno o più concorsi di idee finalizzati alla sistemazione della piazza. In questo quadro al momento unico riferimento certo e reale, visto che la Commissione sta ancora svolgendo la sua attività le sollecitazioni del professor Benevolo vanno senza dubbio considerate come riflessioni di un grande urbanista che rivestono un carattere teorico, che certamente entrano nel vivo di un dibattito in corso, ma che, con altrettanta certezza, non prefigurano al momento (come del resto ribadito dallo stesso Benevolo) alcuna pratica o immediata risoluzione. Questa non potrebbe che essere frutto conclusivo di un complesso iter, comprensivo di tutti gli ineludibili passaggi approvativi.
Ara Pacis, da settembre lavori non più misteriosi
L'articolo di Paolo Conti sull'Ara Pacis dei misteri di Richard Meier. L'autore trova condivisibile il principio di comunicazione ampio e puntuale per progetti pubblici di grande rilevanza simbolica. L'Ara Pacis è stato oggetto di attenzione alla comunicazione fin dall'inizio dei lavori, con conferenze pubbliche e massima visitabilità del cantiere. Un piano di comunicazione è stato predisposto, che prevede la realizzazione di un infobox a settembre, che permetterà l'accesso ai dati sul progetto e sullo stato dei lavori. Un'ampia pagina sul progetto è già disponibile sul sito ufficiale del Comune di Roma.
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