Acerra. «Suessola si trova a Napoli». E grazie allo svarione del passato governo Berlusconi, il Comune di Acerra si vede negare un finanziamento di 852mila euro per istituire il parco archeologico di Suessola. I contributi, fatti inserire su proposta del senatore del Prc Tommaso Sodano nel 2004, sono stati attribuiti erroenamente al Comune di Napoli che però non può usufruirne perché in città non esiste il sito archeologico di Suessola che invece si trova ad Acerra, in località Calabricito, al confine con Maddaloni e Marcianise. Risultato: il denaro resta a Roma in attesa di risolvere il guazzabuglio determinato da un errore di trascrizione. «Sono due anni che tentiamo di ricevere i nostri soldi, ma inutilmente. Al Ministero hanno ammesso che c'è stato un errore di trascrizione, ma che comunque è difficile porvi rimedio», spiega il sindaco di Acerra, Espedito Marletta. Nella tabella allegata al decreto, emanato nel 2004 dall'allora ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani, e successivamente convertito in legge dal Parlamento, tra i Comuni destinatari dei finanziamenti c'è scritto a chiare lettere: «Comune di Napoli» e accanto: «Spese per investimento nel parco archeologico». L'errore è venuto a galla quando ad Acerra hanno tentato di accedere alla prima annualità dei finanziamenti (284 mila euro). Sindaco e amministratori ci sono praticamente rimasti di sasso nell'apprendere la scomparsa del danaro. Stessa sorte è toccata ovviamente al Comune di Napoli che non può accedervi perché non esiste nel suo territorio alcun parco archeologico dedicato all'antica città di Suessola. Ed è così che nel 1995 il promotore dell'emendamento, il senatore Toammaso Sodano, chiede «una solerte correzione presso il ministero». «È un errore materiale a cui spero si possa finalmente porre rimedio. Per ora i finanziamenti sono congelati in attesa di correggere la legge attraverso un nuovo decreto», dice il senatore Sodano, attuale presidente della commissione Ambiente. L'area archeologica è localizzata poco distante dal realizzando inceneritore previsto dal piano regionale di smaltimento dei rifiuti e fortemente ostacolato dagli ambientalisti locali. Dagli scavi effettuati dalla Soprintendenza di Napoli, negli anni scorsi è spuntato fuori un sito che ricorda in miniatura l'antica Roma. Subito dopo Pasqua riprenderanno i lavori di scavo per creare entro la fine di ottobre un primo nucleo del parco archeologico con le relative infrastrutture. Il progetto ha ricevuto già un primo finanziamento di 250mila Euro dalla Regione. Durante la passata campagna di scavi, spuntarono fuori il foro con la sua pavimentazione lastricata, il tribunale, un'enorme basilica risalente al primo secolo avanti Cristo.