Cè stato un tempo in cui Palermo era considerata una delle più belle città del mondo. Novecento anni fa era una delle capitali del mondo islamico, con le sue trecento moschee e gli splendidi giardini. Il "National Geographic Italia" di aprile, in edicola a partire da oggi, dedica un servizio ai giardini islamici di Palermo. Quando nel 1071 i re normanni sbarcarono in Sicilia per riconquistare lIsola dopo la dominazione araba, la terra che si aprì alla loro vista era una visione celestiale. I sovrani cristiani trasformarono in chiese le moschee, ma non rinunciarono a vivere come i loro predecessori. È sulle tracce dellIslam che in epoca normanna nasce il Genoardo, il paradiso descritto dal Corano. Dal Palazzo Reale un immenso polmone verde si estendeva a perdita docchio con le sue cupole, i laghi e gli edifici. Così Palermo diventa Gennai al-ard, il paradiso delle terra. La testimonianza di quegli anni è ancora viva per le strade della città. Ci sono la Cuba e la Zisa, palazzi in stile arabo costruiti dai normanni. Cè la Favara, esemplare unico al mondo di giardino islamico. Nel servizio pubblicato dal "National Geographic" il professore Giuseppe Barbera, ordinario di Culture arboree allUniversità, spiega la storia dei giardini nati sotto il segno dellIslam, mentre Franco Tomaselli, ordinario delle facoltà di Restauro, racconta come ha recuperato la Cuba. Le foto del servizio sono di Mauro DAgati.