NON solo corsa alle spiagge-formicaio: c'è un piccolo esercito di 500mila persone che, per seguir virtute e canoscenza, nei giorni di Ferragosto al mare e all'abbuffata hanno preferito i luoghi dell'arte e della scoria. Lo rivela il Minstero per i beni e le Attività Culturali, che ha appena stilato la top 20 dei siti più visitati d'Italia in occasione della festa dell'Assunta. Il primo posto in tutto il Bel Paese spetta, come da tradizione, alla capitale. Con gli oltre trentamila visitatori che hanno scelto il circuito archeologico del Colosseo e del Palatino Roma guida, anche quest'anno, la classifica nazionale. A seguire c'è l'area archeologica di Pompei che, sempre come da tradizione, nei giorni del solleone si piazza seconda in Italia e prima in Campania, pur perdendo, rispetto all'anno scorso, circa 2000 presenze. In più di 23mila, tra il 14 e il 16 agosto hanno visitato, nonostante il caldo torrido, le rovine più famose del mondo. Al terzo posto Firenze: la Galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano registrano 16mila visitatori, seguiti dal Parco del Castello di Miramare a Trieste, preferito da circa 15mila turisti; al quinto posto c'è ancora Firenze con i 12mila ingressi della Galleria dell'Accademia. Nella classifica del ministero arriva sesta la Reggia di Caserta: poco più di diecimila i visitatori del complesso vanvitelliano, che fanno registrare una sensibile flessione (pari a circa il 30 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2002, Tutta colpa, molto probabilmente, del gran caldo, che certo non invoglia a preferire i percorsi che comportano lunge scarpinate. Settimo, con 8mila visitatori, il Museo Nazionale di Caste! Sant'Angelo a Roma. All'ottavo posto c'è il Percorso Marciano di Venezia, con 8mila visitatori, al nono il Circuito Museografico Toscano con circa 7000 presenze. Il decimo posto è occupato ancora dalla Campania, che stavolta piazza nella classifica un'opera d'arte creata dalla natura: là Gròtta Azzurra di Capri. Nei tre giorni di Ferragosto l'hanno visitata in 6.500. Segue, undicesima, Andria con gli oltre 4mila ingressi di Castel del Monte. A ruota: Museo e Galleria Borghese (Roma) con 300 visitatori in più. Tredicesimi: Galleria Palatina e Appartamenti Monumentali di Palazzo Pitti (Firenze) con circa 3.500 visitatori. Poi il Museo Storico del Castello di Miramare (Trieste), le Cappelle Medicee (Firenze), il Castello Scaligero di Sirmione, il Cenacolo Vinciano di Milano, le Gallerie dell'Accademia di Venezia: tutti con circa 3000 visitatori. A chiudere la classifica ancora Roma, stavolta con Villa Adriana (2.700 ingressi), e le Terme di Caracalla (2400). Resta fuori della lista dei venti siti più visitati in Italia il museo archeologico di Napoli, dove è ancora in corso la mostra dedicata a Pompei e dove, nei tre giorni di Ferragosto, sono stati staccati 2000 biglietti. Sfugge alle classifiche ferragostane anche lo straordinario successo registrato dalle visite al chiaro di luna in corso a Pompei e Caserta, che continuano a registrare il tutto esaurito. Prossima iniziativa destinata al pienone, il corteo storico fissato per domenica 24 quando, proprio nell'area archeologica di Pompei, 80 figuranti in costume sfileranno per ricordare l'anniversario dell'eruzione del Vesuvio che nel '79 dopo Cristo distrusse la città per restituirla, come uno straordinario museo all'aperto, ai visitatori dei nostri giorni. Il percorso durerà circa un'ora. I personaggi? L'imperatore Tiberio Claudio e la moglie Messalina, e poi ancora gladiatori, popolani e schiavi, per esaltare quell'effetto «macchina del tempo» che continua ad attirare nell'area archeologica vesuviana milioni di visitatori. pienone, il corteo storico fissato per domenica 24 quando, proprio nell'area archeologica di Pompei, 80 figuranti in costume sfileranno per ricordare l'anniversario dell'eruzione del Vesuvio che nel '79 dopo Cristo distrusse la città per restituirla, come uno straordinario museo all'aperto, ai visitatori dei nostri giorni. Il percorso durerà circa un'ora. I personaggi? L'imperatore Tiberio Claudio e la moglie Messalina, e poi ancora gladiatori, popolani e schiavi, per esaltare quell'effetto «macchina del tempo» che continua ad attirare nell'area archeologica vesuviana milioni di visitatori.