Urban renewal in inglese significa "rinnovo urbano"; in realtà più che rinnovo significa sradicamento di interi pezzi di città. Nessuna considerazione per gli edifici di valore storico; nessun riguardo per i sentimenti che legano la popolazione locale al quartiere in cui vive. Questa volta la sciagura dell"urban renewal" si abbatte nel quartiere Isola; e rivela lastuta connivenza che unisce lamministrazione comunale ai costruttori privati. Bastano alcuni esempi. Per eludere la vigilanza della gente si concepisce un cinico inganno: durante una notte di maltempo gli alberi di un intero giardino, il Bosco di Gioia, vengono abbattuti, e sullarea, proditoriamente rasa al suolo, verrà costruito il futuro Palazzo della Regione. Per aggirare la tutela dellambiente si escogita un trucco meschino: lintera area edificabile viene frazionata in più lotti; tutti, ad eccezione di uno, di superficie inferiore alla minima prescritta per la tutela ambientale. Per fortuna il ministro competente si accorge del trucco ed esige che la tutela venga applicata alla somma di tutti i lotti, considerati non singolarmente ma come ununica area edificabile. Per manipolare il verde pubblico, a vantaggio dei costruttori privati, si ordisce una beffa maligna: due aree verdi, di utilizzo ben diverso, vengono giudicate identiche e intercambiabili. Un accogliente giardino, posto al centro del quartiere, ai piedi delle abitazioni e quotidianamente frequentato dai residenti, viene sostituito da uno slargo oggi incolto, posto al di là della strada di traffico e difficilmente raggiungibile da bambini ed anziani. Il subdolo scambio ha lo scopo di sottrarre al quartiere lamato giardino, e costruirvi sopra un mastodontico grattacielo circondato da una densa cortina di fabbricati. Per ammansire la popolazione, comprensibilmente indignata, si recita una amara commedia: le rimostranze della gente vengono ascoltate con cortese ma finta comprensione; e poi, senza dare né risposte né spiegazioni, tutto viene lasciato cadere nel silenzio. Chi ricorda come era il quartiere Isola venti anni fa e la rivede oggi, ammutolisce di sdegno e di sgomento: le due principali strade che la attraversano, via de Castillia e via Confalonieri, hanno perduto il loro aspetto regolare ed ordinato, e si sono trasformati in uno scenario di disordine e di incoerenza edilizia. Il fronte stradale, un tempo omogeneo ed uniforme, è oggi sconciato dai vuoti delle case abbattute, così come una bocca sana e ridente rimane deturpata dalle cavità dei denti strappati. Per un urbanista serio sarebbe una sfida stimolante ridare vita e dignità ad un luogo urbano oggi gravemente deturpato. Si sa che ai costruttori costa più fatica risanare lantico piuttosto che edificare il nuovo; ma si sa anche che lAutorità Pubblica ha il potere-dovere di tutelare lantico, contro la prepotenza del nuovo. Si sa anche che molti residenti preferiscono abitare vecchie case restaurate piuttosto che vivere in impersonali case moderne. I combattivi abitanti del quartiere si stanno impegnando in una resistenza tenace per salvare ciò che ancora rimane del loro amato ambiente familiare.
MILANO. AllIsola la prepotenza contro la storia: il rinnovo urbano.
Il quartiere Isola, a Milano, sta subendo un processo di "urban renewal" che comporta la sradicamento di interi pezzi di città, senza considerare i valori storici e le emozioni legate alla popolazione locale. I costruttori privati e l'amministrazione comunale sembrano avere una connivenza per favorire la costruzione di nuovi edifici, a scapito dell'ambiente e della comunità. I residenti si sono accorti del trucco e stanno lottando per salvare il quartiere, che sta perdendo la sua identità e la sua bellezza. La situazione è aggravata dalla mancanza di tutela ambientale e dalla priorità data alla costruzione di nuovi edifici rispetto alla conservazione dell'antico.
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