Il Ministero del Lavoro ha deciso di avviare controlli a tappeto nei cantieri del restauro artistico, archeologico ed architettonico di Napoli e Provincia. Le proteste e le denunce dei collaboratori-restauratori e degli archeologi hanno sortito primi risultati significativi. Lavoratori e lavoratrici che operano senza diritti e senza dignità alle dipendenze di aziende aggiudicatarie di appalti pubblici per conto delle Soprintendenze e di altre committenze assunti con contratti occasionali, contratti a progetto o costretti ad aprirsi la partita Iva. "Nella realtà svolgono un lavoro subordinato in quanto diretti e comandati da capocantiere o da "direttori tecnici del restauro" nell'ambito di un'organizzazione del lavoro dove sono previsti orari di lavoro da rispettare" dice Fulvio B. un collaboratore-restauratore impegnato in un cantiere negli Scavi di Pompei. I contratti a progetto vengono utilizzati per camuffare il lavoro dipendente in modo da evit are la stipula dei contratti a tempo indeterminato. Diffusissimi i contratti legno del settore artigiano, metalmeccanici piccole imprese. Invece, le imprese dovrebbero applicare il contratto nazionale di lavoro del settore dell'edilizia del 31 Maggio 2006 nel quale è previsto la tutela degli addetti al restauro artistico. Gravi le condizioni ambientali suoi luoghi di lavoro. Nei cantieri di restauro si utilizzano materiali tossici: acido, acetone, ammoniaca, alcool metilico e sono si attuano i piani di sicurezza antinfortunistica. I medici competenti aziendali previsti dalla legge 626 sono fantasmi. Spesso non vengono nominati. Le visite mediche periodiche sono un optional. "I Soprintendenti, dei direttori dei lavori e dei responsabili per i procedimenti. "Non controllano e non effettuano verifiche presso gli enti previdenziali ci dice Luisa Pinetti una collaboratrice-restauro Prima di autorizzare l'avvio dei lavori dovrebbero chiedere alle aziende di esibire il durc, il documento unico delle regolarità contributive alla Cassa Edile, Inps ed Inail". Secondo fonti sindacali sono circa quattrocento i collaboratori-restauratori ed i collaboratori-archeologi che operano senza diritti nei cantieri di Napoli e Provincia. Il 90 di loro sono donne di età compresa tra i 18 ed i 40 anni. "Lavoriamo come stagisti senza salario nei cantieri per la nuova metropolitana di Napoli, nei cantieri dell'alta velocità e negli scavi di Pompei. Dovrebbero riconoscerci il contratto di lavoro dell'edilizia, invece, ci considerano allievi che lavorano gratis alle dipendenze di baroni universitari". I lavoratori chiedono al Ministero ed all'ispettorato del lavoro controlli mirati e sistematici. "Abbiamo chiesto al Ministro del Lavoro Cesare Damiano di inviare gli ispettori in tutte le soprintendenze per acquisire l'elenco delle imprese di restauro di fiducia, i loro indirizzi, le loro certificazioni SOA, l'elenco dei lavori aggiudicati per poi procedere a controlli incrociati con Inps, Inail, Cassa Edile sostiene Roberta Del Vecchio del Movimento Collaboratori-Restauratori Uniti di Napoli e Provincia Le situazioni di gravi illegalità sono presenti negli Scavi di Pompei e nei cantieri di competenza delle Soprintendenze dei Beni Architettonici ed Archeologici di Napoli e Provincia. INTERVISTA AL CAPO DELL'ISPETTORATO DEL LAVORO DI NAPOLI "acquisiremo gli elenchi delle imprese di restauro di fiducia" (Ernesto Masada) - Sanzionate in base alla legge Bersani le imprese Resart e Cooperative La Palma 73 esecutrici dei lavori di restauro della Galleria Principe di Napoli. Non avevano sul cantiere i libri matricola e paga. A partire da domani saranno effettuati oltre milleduecento sopralluoghi nei cantieri di restauro artistico, archeologico ed edili di Napoli e Provincia. Ottanta ispettori impegnati sostenuti dai nuclei dei carabinieri. Acquisizione negli uffici di tutte le soprintendenze della provincia degli elenchi delle imprese di fiducia e degli appalti aggiudicati dalle imprese di restauro artistico, archeologico ed architettonico. Controlli a tappeto per verificare l'utilizzo di materiali solventi e l'applicazione delle norme sulla sicurezza antinfortunistica. Lo annuncia Sergio Trinchella il dinamico direttore dell'ispettorato provinciale del lavoro di Napoli. "Dall'entrata in vigore della legge Bersani abbiamo effettuato oltre mille interventi nei cantieri di Napoli e Provincia dichiara Trichella Migliaia le sanzioni comminate alle imprese. Decine i cantieri chiusi per violazione delle normative antinfortunistiche. L'altro ieri siamo stati costretti a mettere i sigilli ai cantieri per la realizzazione della metropolitana e di una struttura commerciale in Piazza Garibaldi". Il funzionario del Ministero del Lavoro si sofferma sui cantieri del restauro artistico ed archeologico. "Fino ad oggi abbiamo ispezionato dieci cantieri a Napoli e provincia. Nel cantiere della Galleria Principe abbiamo sanzionato le imprese Resart e Cooperativa La Palma 73 perché non erano in possesso del libro matricola e paga". Il direttore dell'ispettorato del lavoro in maniera singolare non ci fornisce notizie sulla Romeo Gestioni che è una delle imprese esecutrici dei lavori di restauro del noto monumento napoletano. "Nei prossimi giorni ci recheremo nelle Soprintendenze per acquisire l'elenco delle imprese di restauro artistico ed archeologico di fiducia e degli appalti in corso continua Trinchella In modo da attuare un vero e proprio controllo incrociato dei dati sui durc, cassa edile, inps, inail". Le associazioni dei collaboratori restauratori ed archeologici lamentano la mancata applicazione del contratto nazionale di lavoro dell'edilizia e l'utilizzo strumentale dei contratti a progetto che camuffano il lavoro subordinato. "Se un lavoratore viene diretto e si deve attenere agli orari di lavoro stabiliti dalle imprese è un lavoro subordinato e quindi è anomalo l'utilizzo dei contratti a progetto dichiara Sergio Trinchella Ho dato disposizione agli ispettori di controllare scrupolosamente queste anomalie e di fare applicare il contratto nazionale di lavoro del settore dell'edilizia nei confronti dei lavoratori del restauro artistico".
CONTROLLI A TAPPETO DEL MINISTERO DEL LAVORO NEI CANTIERI DEI BENI CULTURALI
Il Ministero del Lavoro ha deciso di avviare controlli a tappeto nei cantieri del restauro artistico, archeologico ed architettonico di Napoli e Provincia. Le proteste e le denunce dei collaboratori-restauratori e degli archeologi hanno sortito primi risultati significativi. Lavoratori e lavoratrici che operano senza diritti e senza dignità alle dipendenze di aziende aggiudicatarie di appalti pubblici per conto delle Soprintendenze e di altre committenze assunti con contratti occasionali, contratti a progetto o costretti ad aprirsi la partita Iva. I contratti a progetto vengono utilizzati per camuffare il lavoro dipendente in modo da evitare la stipula dei contratti a tempo indeterminato.
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