Lo hanno chiamato il palazzo dello scandalo. Ambientalisti, amanti dell'arte e tante altre associazioni hanno protestato vivacemente per la realizzazione dell'edificio in via Interna delle Mura ma senza risultati tangibili, anche perchè quella costruzione ha tutti i permessi regolarmente rilasciati. Ed è proprio per sapere i criteri seguiti in uno di questi permessi che Legambiente di Spoleto ha scritto una lettera al ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli. Chiede, Legambiente, «quali sono stati gli elementi e le considerazioni che hanno portato tutti gli organi di controllo competenti e soprattutto la Soprintendenza ad esprimere parere favorevole al progetto». E chiede anche «come può un progetto con tali caratteristiche, rispondere alla necessità di salvaguardia e valorizzazione del centro storico di Spoleto». Legambiente ha scritto al ministro -fa sapere- in quanto si sente "ingannata" proprio dalla Soprintendenza. Nel gennaio dello scorso anno le associazioni Legambiente e Italia Nostra, in occasione di un incontro con la Sovrintendente, ebbero ampie rassicurazioni sull'attenzione e la vigilanza che sarebbe stata posta per quanto riguardava alcuni progetti in corso di realizzazione a Spoleto. In particolare la Soprintendente condivideva le preoccupazioni delle associazioni sulla realizzazione dell'edificio in in via Interna delle Mura, considerandolo urbanisticamente troppo invasivo data la vicinanza appunto con le mura storiche della città e la sua collocazione ai piedi della collina. Alle associazioni -si ricorda- fu assicurato che la Sovrintendenza avrebbe richiesto la modifica del progetto dell'edificio e avrebbe dato parere favorevole soltanto ad un intervento edilizio non invasivo, con volumi in altezza che non avrebbero superato le mura medievali e con caratteristiche di "neutralità" rispetto alla tipologia edilizia medievale delle mura e del quartiere a monte dell'intervento. «Ora il complesso è in corso di realizzazione -dice Legambiente- ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie, sia della Commissione edilizia, sia della Conferenza dei Servizi e quindi anche della Soprintendenza, ma quanto si sta compiendo sotto gli occhi di tutti contrasta con quanto era stato assicurato dalla Soprintendente stessa». L'approvazione di questo progetto ha veramente dello straordinario -dice ancora Legambiente- visto che risulta bche non sia mai stata concessa l'autorizzazione per le pensiline più grandi alle stazioni di servizio della zona.