Le statistiche hanno confermato le previsioni. Le tre mostre del 2006 dedicate al Mantegna hanno avuto un grande successo di pubblico ed hanno portato migliaia di visitatori nelle tre splendide città di Verona, Mantova e Padova. Quando furono inaugurate dal Ministro Rutelli, furono presentate come uno straordinario esempio di politica culturale che si coniuga con la valorizzazione turistica di territori ampi. Una "buona pratica" a cui fare riferimento per nuove iniziative. Ed oggi siamo alla vigilia di un nuovo grande appuntamento. Ci riferiamo alla mostra "Piero della Francesca e le corti italiane" che si apre venerdì e si potrà visitare sino al 22 luglio. Anche in questo caso le città interessate sono tre: Arezzo, Monterchi e Sansepolcro. Ma il viaggio alla scoperta di Piero, volendo, si può prolungare fino a Urbino, Rimini e Perugia. I tratti originali di questa mostra si rintracciano proprio nella pluralità delle sedi, dei musei e dei luoghi che sono stati coinvolti, oltre che nello straordinario numero di opere raccolte di Piero della Francesca e dei suoi allievi o maestri come, ad esempio, Pietro Perugino, Domenico Veneziano, Pisanello, Leon Battista Alberti, Luca Signorelli. Questo evento nasce dalla proficua collaborazione tra il Ministero per i beni e le attività culturali, la Provincia di Arezzo, i Comuni di Arezzo, Monterchi, Sansepolcro e il supporto della Regione Toscana e della Banca Etruria che in molte occasioni si è rivelata prezioso partner delle istituzioni pubbliche nella promozione e valorizzazione del patrimonio culturale dell'Italia centrale. Senza dimenticare la Camera di Commercio di Arezzo e le strutture pubbliche che si occupano della promozione turistica. Abbiamo voluto citare i principali attori, che comunque non esauriscono l'ampio spettro dei soggetti che in vario modo hanno allestito iniziative collegate con la mostra, per segnalare come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private produce risultati molto interessanti. L'organizzazione, curata con efficacia da Villaggio Globale International di Venezia, ha condotto un lungo lavoro per assicurare una adeguata promozione della mostra. Ricordo che l'evento è stato presentato nei mesi scorsi a New York, oltre che a Roma e Milano, ed è promosso anche tramite il Progetto Magnifico che seleziona e promuove, con la collaborazione di primarie imprese italiane, le eccellenze dell'Italia. Insomma un'altra "buona pratica" lungo l'asse di una politica che sa coniugare a livelli alti la promozione del nostro patrimonio culturale con lo sviluppo del turismo culturale, anche al di fuori delle tradizionali mete. Su questo punto occorre soffermarsi. Se in altri paesi europei (Francia, Germania e Gran Bretagna per tutte) è nelle rispettive capitali che si concentra una intensa attività culturale, con mostre spesso di livello internazionale grazie ad una straordinaria dotazione di musei di eccellenza, nel nostro paese, per via delle sue caratteristiche di "museo diffuso", è possibile sviluppare una politica nella promozione culturale e turistica che coinvolga gran parte del territorio. A due condizioni. In tempi in cui scarseggiano le risorse finanziarie, la concertazione tra i diversi livelli dell'amministrazione pubblica e con i soggetti privati (compresi gli operatori turistici che in primis beneficiano di queste attività), appare una scelta opportuna e necessaria. La seconda condizione è che le città riscoprano il valore di una programmazione delle attività culturali, rifuggendo dalla logica dell'evento occasionale. Oggi ci sono poche città italiane che allestiscono programmi pluriennali che contemplano la valorizzazione dei propri siti culturali e la promozione di eventi espositivi capaci di mantenere viva la propria capacità attrattiva sul mercato nazionale e internazionale. Ci sarà un tempo, speriamo non molto lontano, in cui gli operatori culturali e quelli turistici, il sistema delle imprese, le professioni legate alla promozione degli eventi avranno, nelle istituzioni pubbliche, centri unici di riferimento ed una programmazione accurata. Qualche passo in questa direzione è stato fatto. Dalle deleghe assegnate al Ministro Rutelli, sino alle città, alle Province o alle Regioni che, con lungimiranza, hanno unificato le diverse funzioni in un unico assessorato. Ma molta strada si dovrà ancora fare sul piano della promozione e realizzazione di quel marketing territoriale ancora troppo invocato e poco praticato. Per potersi aprire a nuove opportunità, come ad esempio il ricorso all'ICT (Innovation comunication tecnology) che potrebbe migliorare sensibilmente la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale e incrementare visitatori e turisti. Il futuro dell'Italia non dobbiamo cercarlo molto lontano dal suo straordinario patrimonio culturale.
La buona pratica del turismo culturale. Che cosa si fa nel nostro Paese che è un museo diffuso
La mostra "Piero della Francesca e le corti italiane" si apre venerdì e si potrà visitare sino al 22 luglio. Le città interessate sono Arezzo, Monterchi e Sansepolcro. La mostra nasce dalla collaborazione tra il Ministero per i beni e le attività culturali, la Provincia di Arezzo e i Comuni di Arezzo, Monterchi e Sansepolcro. La mostra presenterà opere di Piero della Francesca e dei suoi allievi o maestri. L'evento è promosso anche tramite il Progetto Magnifico e sarà presentato a New York, Roma e Milano. La mostra è un esempio di politica culturale che si coniuga con la valorizzazione turistica di territori ampi.
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