Diciassette milioni di euro, raggranellati nel 2001 grazie alla generosità di 308 aziende ed enti. È il bilancio della prima applicazione dei nuovi sconti fiscali in favore della cultura. Gli interventi per far crescere l'arte e lo spettacolo possono, infatti, essere dedotti integralmente dal reddito di impresa. Il primo bilancio è stato magro, se si considera che 1'amministrazione finanziaria, per non avere problemi sul fronte delle entrate, aveva fissato il tetto dei contributi a 139,5 milioni di euro. C'è, però, da tener conto che la novità è diventata operativa solo negli ultimi mesi dello scorso anno. La vera prova del nove circa la bontà degli incentivi la si avrà, pertanto, quest'anno. Ma i risultati si conosceranno solo a gennaio del 2003, quando il ministero dei Beni culturali disporrà di tutti i dati sugli aiuti che i privati hanno destinato all'arte e allo spettacolo. Una novità, però, potrebbe arrivare già prima di quella data. Ai Beni culturali, infatti, stanno valutando di far "saltare" il tetto delle erogazioni liberali, così da non dover costringere gli enti beneficiari a restituire, attraverso un calcolo cervellotico, parte dei contributi ricevuti in eccedenza. L'operazione sarebbe resa possibile dal recupero delle risorse già stanziate nel 2001 a copertura delle minori entrate: si tratta di 90,3 milioni di euro, di cui solo una piccola parte è però stata vista l'esiguità dei contributi impegnata. L'intenzione è di modificare il sistema attraverso un emendamento alla Finanziaria. Al momento la modifica non è, però, stata formalizzata. Gli incentivi. Il nuovo sistema di sconti fiscali è stato introdotto dall'articolo 38 della legge 3422000. La norma prevede che le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute possano essere dedotte per intero dal reddito di impresa, purché i contributi siano destinati a interventi nel campo dell'arte e dello spettacolo. Per compensare il minor gettito erariale (conseguenza dell'applicazione delle deduzioni), è stato previsto uno stanziamento di 90,3 milioni di euro per il 2002 e di 51,6 milioni di euro a partire dal 2003. Allo stesso tempo, è stata calcolata l'entità delle erogazioni compatibile con quegli stanziamenti: per il 2001 i contributi da raccogliere non potevano superare i 139,5 milioni di euro. Per gli anni a venire (dunque, anche per quello in corso) quel tetto può essere modificato, ma al momento è rimasto invariato. In caso di sforamento del limite, il Fisco è autorizzato a recuperare parte delle somme versate in eccedenza. Le modalità sono state fissate dal decreto del ministero dei Beni culturali 11 aprile 2001, provvedimento che ha individuato nel dettaglio i soggetti beneficiari delle erogazioni, ha fissato le modalità di versamento e ha stabilito come calcolare la parte di contributi da restituire all'amministrazione finanziaria. La questione riguarda unicamente i beneficiari: non esiste, dunque, un tetto per chi versa. Chi riceve le erogazioni deve, invece, prepararsi a ridare al Fisco il 37 delle somme eccedenti il tetto. Il nuovo regolamento. Il ministero dei Beni culturali ha voluto ampliare, con il nuovo regolamento che sostituisce quello di aprile 2001, la platea dei beneficiari dei contributi e ha, inoltre, compreso fra le erogazioni liberali quelle per le quali il beneficiario formula pubblico ringraziamento al soggetto erogante. Il resto delle procedure sono, invece, rimaste invariate. I Mecenate. La lista degli imprenditori che, nel 2001, hanno aiutato l'arte usufruendo degli sconti fiscali è variegata: si va dalla fondazione al supermercato, dalla banca all'istituto di assicurazioni, dalla piccola alla grande azienda. Diversificato anche l'elenco dei beneficiari: hanno ricevuto contributi l'Opificio delle pietre dure di Firenze, varie fondazioni (tra cui quella Giorgio Cini e La Fenice di Venezia, Santa Cecilia a Roma, la Scala a Milano), le associazioni culturali, i comuni, gli enti e perfino un coro alpino. Vari anche gli importi delle erogazioni: si va dalle poche decine alle migliaia e centinaia di migliaia di euro. A beneficiarne sono state soprattutto le strutture della Lombardia (dove sono stati raccolti oltre 6 milioni di euro) e del Veneto (oltre 4 milioni di euro). Nel Veneto ha dato, per esempio, il suo contributo la Diesel, azienda di abbigliamento per i giovani, che ha contribuito con 20mila euro a una manifestazione di teatro, musica, letteratura, poesia e cinema che si è tenuta questa primavera a Bassano del Grappa (Vicenza). Ma fanno sapere in azienda l'intervento in campo culturale è nel Dna della Diesel, impegnata a promuovere progetti per lanciare nuovi talenti nel mondo dell'arte e del fashion e a permettere a giovani musicisti underground di incidere dischi e farsi conoscere. L'aiuto dato al Comune di Bassano del Grappa rientra in questi programmi, anche se l'iniziativa ha poi potuto usufruire degli sconti fiscali. Tuttavia, precisano alla Diesel, gli incentivi previsti dall'articolo 38 hanno rappresentato solo "un'argomentazione a supporto" dell'intervento, non la spinta determinante. Proprio perché l'attività di Molvena (Vicenza) ha sempre adottato questo tipo di politiche. Per quanto invece riguarda la validità delle agevolazioni fiscali, alla Diesel ritengono che potrebbe essere pensato un meccanismo per cui gli incentivi aumentano nei confronti delle aziende che hanno messo effettivamente mano al portafoglio per far crescere la cultura.
il Sole 24 Ore
13 Novembre 2002
Gli incentivi fiscali superano il rodaggio
AN
Antonello Cherchi
il Sole 24 Ore
Il bilancio della prima applicazione dei nuovi sconti fiscali in favore della cultura, introdotti dall'articolo 38 della legge 342/2000, è stato di 17 milioni di euro, raggranellati da 308 aziende e enti nel 2001. Il tetto dei contributi è stato fissato a 139,5 milioni di euro, ma è previsto uno stanziamento di 90,3 milioni di euro per il 2002 e di 51,6 milioni di euro a partire dal 2003. I beneficiari dei contributi sono stati variegati, tra cui fondazioni, associazioni culturali, comuni e enti locali.
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