Si sieda, chi non va di fretta. Sulle nuove panchine, ai tavolini dei nascenti ciehors. Perchè piazza Duomo cambierà per "chi vuole godeme la sua bellezza con calma», annuncia l'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo. Il progetto c'è, gli uffici del Comune sono al lavoro». Ma stia attento, chi va troppo di fretta: «Nessun intervento s'improvvisa in un contesto vincolato», avverte il sovrintendente ai Beni culturali, Alberto Artioli. Insomma: il piano «va discusso attentamente, serve un criterio progettuale e una qualità artistica coerente con l'architettura della piazza». Il dibattito è riaperto. Da una promessa. Quella «fatta da Letizia Moratti in campagna elettorale», sottolinea Cadeo. E cioè: «Rendere più bella e vivibile Milano, riempire la città di panchine». A partire da piazza Duomo, oggi «attraversata solo di fretta, una situazione assurda». Allora, per «consentire ai milanesi e ai turisti di fermarsi, riposarsi e ammirare la nostra cattedrale-gioiello», Palazzo Marino vara l'operazione riposo. «Gradualmente», saranno posizionate panchine dallo stile «appropriato». E poi spunteranno dehors per i bar e i ristoranti alloggiati sotto i portici, con tende «dai colori omogenei e nessuna pubblicità». L'idea è già una coppia d'immagini virtuali della piazza disegnate al computer. E procede con l'analisi dei materiali adatti (sedute in legno, verniciate...), la mappa delle collocazioni possibili (sulla linea architettonica tra pavimentazione e sagrato), il numero complessivo di panchine (una trentina). Argomento, questo, che interessa anche l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi: «Sono favorevole a panchine e dehors, una piazza così importante devessere animata, vissuta». Favorevole ma «a condizione che non si usino arredi canonici». La linea Sgarbi è: niente brutture da parchetto. Piuttosto, «bisogna puntare su un prodotto che non sia modulare, ma artistico». Fa anche dei nomi, Sgarbi: propone le «panchine d'autore» di Cascella e Bartalini, oppure le forme stile «vasi intagliati» di Fabio Novembre, a breve in mostra al «Cosmit». Piazza Duomo è protetta da una legge di tutela. Il progetto finirà dunque al vaglio della Sovrintendenza. E i permessi, come dimostrano le polemiche passate e recenti, non sono formalita. Anzi. Altri dehors? «Vediamo» commenta Artioli. Le panchine? «Se proprio servono,si possono studiare...». In ogni caso: «Piazzetta Reale e piazza Duomo sono un unico disegno, non si possono aggiungere elementi che non rispondano allo schema geometrico». Cadeo rassicura: «Daremo grande attenzione all'estetica e all'armonia del luogo». Intanto, il Comune ha attivato con Amsa un servizio permanente di pulizia e anti-graffiti in piazza Duomo e Galleria Vittorio Emanuele. Una task force di «mezzi ecologici» al lavoro nel salotto della città.