FIRENZE. Appena nata la rete dei comitati contro gli ecomostri si è subito strappata in mille buchi. C'è l'ambientalismo di Asor Rosa. Quello di Legambiente. L'ambientalismo di Italia nostra e del Wwf. Il verde rosso dei comitati della sinistra radicale. Il verde dei Verdi. Poi c'è l'ambientalismo vip di Oliviero Toscani e di Jovanotti. E quello soft di Ermete Realacci... Lui, Alberto Asor Rosa, scrittore e critico letterario, l'artefice della rete, non si scompone da questo improvviso agitarsi ambientalista in Toscana. Ha 73 anni, e molta storia politica alle spalle. Dice: «I comitati mica li ho inventati io, c'erano già. Il mio non è un attacco alla Toscana felix. Se qui ci sono più comitati di protesta che altrove può voler significare che c'è un'emergenza ambientale o che nei toscani si registra una maggiore capacità di reazione. Tutto qui». Mostra sugli ecomostri. Sì, i comitati c'erano anche prima, ma Asor Rosa li ha fatti uscire allo scoperto. Ha dato loro scena pubblica e peso politico. Ora i giornali nazionali scrivono che in Toscana sono nati i girotondi del paesaggio. E il fotografo Oliviero Toscana annuncia che a fine maggio organizzerà alla cantina Petra-Terra Moretti di Suvereto, in provincia di Livorno, una mostra sugli scempi edilizi. Hanno già aderito all'iniziativa anche Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, lo scrittore Andrea De Carlo, il sociologo Domenico de Masi e il presidente della commissione ambiente della Camera Ermete Realacci. In principio Monticchiello. Tutto è cominciato da Monticchiello. Agosto 2006, Asor Rosa si scaglia contro la costruzione di un insediamento edilizio di seconde case nel piccolo borgo senese: una bestemmia dall'altare, un pugno nello stomaco del migliore paesaggio toscano. Apriti cielo, le amministrazioni di sinistra polemizzano con «il compagno Alberto». L'assessore Riccardo Conti dice che Monticchiello fa schifo ma accusa il professore di far parte della vipperia snob che approda da Roma in Toscana e pretende di dettare legge. Il governatore Martini tace e, finché la vicenda non esplode, derubrica il caso Monticchiello a piccola storia di polemiche paesane. Ecco chi c'è nella Rete. Finché interviene il ministro Francesco Rutelli, un po' in tutta la Toscana spuntano ecomostri come funghi d'autunno, tv e giornali accendono i riflettori sulle vicende toscane e, infine, domenica, gran successo di Asor Rosa e dei suoi girotondini, una rete di 75 comitati sparsi sull'intero territorio regionale. Viene costituito il coordinamento regionale con Rosa, di segreteria (la compongono, tra gli altri, Massimo De Santi di Livorno, Mario Podestà di Grosseto e Violante Pallavicino di Capalbio) e di comitato scientifico (tra gli altri, Omelia De Zordo, Gianfranco Di Pietro, Riccardo Francovich e Giorgio Pizziolo). Odore di Vandea verde. Ma nel bel mezzo della festa qualcuno butta per aria tovaglie e bicchieri. E' Legambiente, che sbatte la porta e urla: noi, in questa rete non ci stiamo. Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, ieri è andato giù duro: «L'operazione fa pensare più ad una Vandea del comitatismo che non ad una rete che esprime una posizione coerente». E, comunque, spiega, ribadendo «stima e ammirazione» per Asor Rosa, «questa Vandea a Legambiente non interessa e non può interessare per il fatto che noi siamo un'associazione ambientalista». Della Seta definisce la Rete «un calderone nel quale si trovano di tutto, dai comitati che si battono effettivamente per la difesa del paesaggio ai comitati contro l'energia eolica, i rigassificatori e chi, come nel caso di Colle Val D'Elsa, si batte contro la moschea». Ripa di Meana accusa. Ma Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia nostra, difende i comitati contro l'eolico e accusa il sindaco di Montescudaio di aver promesso ai suoi cittadini, in cambio del sì dei suoi cittadini, una diminuzione del costo delle bollette, un po' come faceva Achille Lauro - ricorda l'ex ministro dell'Ambiente -che per ottenere il voto dei napoletani prometteva scarpe e pasta. Caro Alberto, ti scrivo... Poi c'è l'ambientalismo del leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani che ha scritto ad Asor Rosa una lettera aperta intrisa di miele e pepe. Lo ringrazia, dice che i Verdi saranno sempre dalla parte dei comitati «sale della democrazia». Però non tutto è accettabile nei comitati. Ad esempio la battaglia contro l'eolico e la tramvia di Firenze. Infine, Erasmo D'Angelis. E'stato presidente di Legambiente. Oggi da presidente della commissione ambiente del consiglio regionale, invita i girotondini dell'ambiente a leggersi bene il Pit, la nuova Bibbia dell'urbanistica toscana. «Scoprirete - dice sicuro - che la Toscana è all'avanguardia in fatto di tutela del paesaggio...».