PADOVA. Un sacco di soldi: cinque milioni di euro, tondi tondi e sicuri. Arrivano tutti in provincia di Padova e andranno a beneficio di cinque interventi del nostro patrimonio artistico e culturale. Provenienza: il Ministero dei Beni e le Attività Culturali; anzi, per meglio dire, la società Arcus, che è il braccio finanziario del Ministero. Si frega le mani soddisfatto Andrea Colasio, deputato della Margherita, a suo tempo consigliere di amministrazione di Arcus, che rovescia questa gerla sulla provincia che è anche il suo collegio elettorale. Dice Colasio: «Ho condotto una trattativa con Rutelli. Il ministro ha capito. I finanziamenti prendevano la via del centro sud con una facilità disarmante. Ci voleva, una battaglia per il Nordest. Rutelli si è convinto e ha firmato». Così il commissario di Arcus, il cui Cda è stato azzerato, s'è trovato la volontà del ministro bell'e confezionata. Il dottor Improta ha fimato anche lui e i denari prenderanno la via di Padova. Per arrivare, nell'ordine: 1) a Luvigliano, a Villa dei Vescovi, cioè nelle tasche del Fai che ne è diventato proprietario grazie alla donazione Olcese: un milione. 2) A Galliera, per la parte comunale di Villa Cappello, detta Villa Imperiale: un milione e mezzo di euro. 3) A Massanzago, per villa Baglioni che è anche la sede del Municipio: 500 mila euro. 4) Alla Via Annia, che significa ai musei di Concordia, Aquileia, Padova e Adria, e agli archeologi che stanno continuando le indagini sul tracciato della strada romana: un milione. 5) A Montegrotto, per continuare gli scavi archeologici: un milione. Insomma, stanziamenti importanti con i quali qualcosa potrà essere sistemato. L'unico contributo a privati è quello che finirà nelle tasche del Fai, Fondo Ambiente Italiano, impegnato in un cantiere appena partito in lavori di «adeguamento» a Villa dei Vescovi. E' l'archetipo di villa veneta, l'anello di congiunzione (o di differenziazione) tra le architetture derivate dal castello e la villa come la intende appena più tardi Palladio. In una parola, un unicum, che grazie al Fai dovrebbe diventare meta di pellegrinaggi turistici, dopo essere stata buen retiro dei vescovi padovani e dagli anni Sessanta ameno rifugio della famiglia Olcese. Il Fai ipotizza che servano in totale quattro milioni di euro, e così uno ce l'ha già. Anche per Villa Cappello, o Imperiale, a Galliera si tratta di una bella boccata d'ossigeno. «Soprattutto dopo il mezzo furto della legislazione scorsa - sbotta il sindaco Silvano Sabbadin - Ai tempi del ministro Urbani ci erano stati promessi duemilioniottocentoottanta-quattromila euro. Casca Urbani, arriva Buttiglione e nella finanziaria non c'è nemmeno un euro, né una spiegazione. Altre priorità». Fatto sta che ora, pudicamente, Colasio sottolinea di aver «recuperato» parte di quei denari. «Serviranno per il primo stralcio dei lavori da fare - anticipa Sabbadin - La proprietà del comune comprende ala ovest e parco. Cominceremo con la biblioteca, prima parte del polo museale e culturale. Grazie grazie, ma intanto di nostro abbiamo già speso 700 mila euro per il tetto». Ma il bello per Villa Imperiale deve ancora venire, perché è il parco di otto ettari il vero gioiello per la comunità. E un altro parco, anche questo esteso per otto ettari, è la splendida dote di Villa Baglioni a Massanzago: ad esso sono destinati quei 500 mila euro. Non solo per un recupero che lo renda utilizzabile a fini culturali e ricreativi, ma anche per inserirlo in un sistema-circuito dei grandi giardini regionali. Si pensi a Villa Contarmi a Piazzola, o a Villa Pisani a Stra. Per la Via Annia di tratta invece di un ventaglio di interventi. L'antica strada romana, da Adria ad Aquileia, si può intravvedere soltanto in alcuni tratti: a Roncade, a Meolo scavando si trovano tracce di massicciata. Ma il suo tracciato è ricostruibile e può essere importante per altri ritrovamenti. Il primo imperativo è far conoscere qualcosa di scomparso, ma di capitale importanza per il Venetorum angulus. Quindi avanti con le indagini sul terreno, ma avanti anche con i siti web, con una guida provincia per provincia, con un tracciato di cartelloni e targhe lungo il percorso.