parcheggio da 700 posti: si estende la mobilitazione lanciata su internet dagli amici del comico Sabato scorso la manifestazione sulle terrazze neoclassiche del Valadier Lappello al sindaco da parte di un gruppo di intellettuali. Le prossime mobilitazioni Dal blog degli "Amici romani di Beppe Grillo" al corteo delle associazioni fino alla crociata degli intellettuali, il tam tam degli ambientalisti sta minando lultimo grande progetto varato dalla giunta Veltroni per pedonalizzare il Tridente: la realizzazione del maxi parcheggio da più di settecento posti interrato sotto la terrazza del Pincio. Agli storici proclami di guerra di Italia Nostra, che hanno accompagnato il progetto dalla prima ora bocciandolo senza appello, ha risposto nelle scorse settimane il blog degli amici romani di Beppe Grillo. E qui, intorno a un intervento critico, si è raccolto il popolo dei dissidenti che ha organizzato sabato scorso una manifestazione sulle terrazze neoclassiche del Valadier. Brandendo un grande striscione con scritto "Sindaco, il Pincio non è un silos per auto", i militanti del Comitato per lecomobilità a Roma e nel Lazio e quelli del Comitato Romambiente hanno gridato la loro rabbia contro il progetto. Nel frattempo, accanto alla loro voce sè alzata quella di una trentina di intellettuali di rango, fermamente convinti a dare battaglia a quella che definiscono «una deturpazione». Hanno firmato un «pressante appello» al sindaco Walter Veltroni «per scongiurare la realizzazione della proposta», sostenendo che «villa Borghese e la collina del Pincio non possono ospitare un altro pessimo esempio dellincultura della valorizzazione economica. Monumenti così straordinari meritano di tornare a essere luoghi di bellezza a disposizione della città». Ma il parcheggio del Pincio è strategico rispetto ai piani del Campidoglio per dominare la congestione del traffico in centro. Il sindaco lo ha incluso nei primi quattro progetti varati in via accelerata grazie ai nuovi poteri di Commissario del traffico. Liter prevede che le procedure di gara si concludano entro giugno, con lapertura dei cantieri a settembre e lopera finita in trenta mesi. Il 70 dei posti auto andranno ai proprietari di appartamenti o negozi, il 20 è riservato allaffitto e il 10 è previsto a rotazione. Ambientalisti e intellettuali hanno però chiamato a raccolta le forze per opporsi allo sventramento del colle, contestandone impatto e utilità. «Il Pincio sta per essere trasformato in un silos per auto private - scrivono i Comitati - di cui si continua così a incentivare luso». «Lamministrazione - sostiene lappello degli intellettuali - vorrebbe scavare la collina per ricavarne sette piani di parcheggi. Lungo gli eleganti emicicli saranno realizzate le rampe di accesso carrabile; nella terrazza saranno invece sistemate le uscite pedonali; la pavimentazione verrà invasa da griglie di sicurezza e impianti di aerazione. Per fare una volgare speculazione immobiliare non ci si ferma neppure di fronte a luoghi di così mirabile stratificazione storica e culturale». E alla firma di Desideria Pasolini DallOnda si aggiungono, tra le altre, quelle di Salvatore Settis, Giuseppe Cederna, Italo Insolera, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Giuseppe Chiarante, Fulco Pratesi, Alberto Asor Rosa e Grazia Francescato. «Si possono razionalizzare uso e collegamenti con il parcheggio del Galoppatoio - dice Italo Insolera, celebre urbanista - senza bisogno di altre opere. Inoltre, purtroppo lesperienza dimostra che lidea di fare parcheggi per liberare le strade dalle auto è utopica: loperazione si rivela molto rischiosa rispetto ai risultati». E un altro urbanista, Paolo Berdini, rilancia: «Nellarea del Pincio cè un fabbisogno teorico di almeno 15mila posti auto: un parcheggio di 700 posti non risolve nulla, e non ci sono ragioni per questo accanimento contro il Pincio. Sarebbero visibili i buchi di entrata e uscita, i trespoli di acciaio per laerazione e le griglie: se si vuole pedonalizzare il Tridente lo si faccia, è già possibile». Insomma, per Italia Nostra sono arrivati i rinforzi: «Se Fulvio Vento dice che il progetto è stato approvato da tutte le associazioni non so proprio a chi si riferisca», gongola ora Mirella Belvisi.