Alla fine, Maurizio Zamparini ha accolto lappello della soprintendente ai Beni culturali, Adele Mormino. Sarà la Palermo calcio a finanziare il recupero dei "padiglioni dei cacciatori" della Palazzina cinese, deturpati a gennaio dalle scritte degli ultrà rosanero. La società ha stanziato circa seimila euro, grazie ai quali sarà possibile ripristinare lintonaco delle due loggette imbrattate. «Un gesto di liberalità - lo definisce in una nota la Soprintendenza - che intende essere non un mero risarcimento economico, ma un segno pedagogico forte e chiaro di sensibilizzazione nei confronti dei sostenitori della squadra, per evitare che i sani valori legati alla tifoseria possano degenerare in atti di vandalismo e di degrado. Atti che, per fortuna, sembrano appartenere solo a frange estreme di tifosi». Esprime direttamente il proprio apprezzamento la soprintendente Mormino, che vede così accolto lappello lanciato lo scorso 31 gennaio. «Quello che più mi preme sottolineare - dice - è il messaggio che con questa iniziativa si trasmette alla città: Palermo va amata non solo per il calcio, ma anche e soprattutto per il suo immenso e prezioso patrimonio artistico. Lo devono capire i tifosi, così come lintera cittadinanza». Con lintervento della società rosanero sembra così avviarsi alla conclusione una vicenda cominciata a gennaio, quando su due loggette dei "padiglioni dei cacciatori" della Palazzina cinese comparvero scritte tracciate con lo spray e firmare dagli "Ultras curva Nord" e dai "Bvs ultras". La soprintendente chiese subito laiuto di Zamparini, ma nel frattempo si aggiunse un ulteriore sfregio: quello degli operai dellAmia, che, su indicazione della direzione generale del Comune e allinsaputa della Soprintendenza, coprirono le scritte con una mano di ducotone. Unoperazione tampone, non certo il restauro che richiedeva la Soprintendenza. La Mormino si infuriò. La patata bollente rimbalzò per qualche ora tra Amia e Comune, finché il direttore generale Gaetano Lo Cicero fece pubblica ammenda e ordinò allex municipalizzata di rimuovere il ducotone. Adesso, incassato il finanziamento di Zamparini, alla Soprintendenza manca solo il progetto esecutivo per recuperare finalmente lopera di Venanzio Marvuglia. Ma soprattutto per restituire alla città un monumento di indubbio valore, sfregiato due volte: prima dai vandali, poi dalla burocrazia.