In principio fu Gio Ponti, artefice negli anni Settanta del progetto della concattedrale di Taranto. Nasceva così il primo luogo di culto dautore, ovvero la prima chiesa pugliese a essere disegnata da una grande firma dellarchitettura contemporanea. Nel presente, invece, gli ultimi e più eclatanti casi, da un capo allaltro della Puglia: dalla chiesa di San Pio di Renzo Piano (a San Giovanni Rotondo) a quella di San Giovanni Battista, a Lecce, pensata da Franco Purini. La modernità è la cifra stilistica dominante di un fenomeno iniziato trentanni fa a Taranto Sono i luoghi di culto dautore a determinare in Puglia il cosiddetto "effetto Bilbao" Nel capoluogo salentino il caso più recente: nella zona 167 il complesso progettato da Franco Purini Laula liturgica di San Pio ha le proporzioni di maggiore maestosità: il sagrato può accogliere 40mila persone Larchitettura di oggi come immagine forte di una regione o di una città si trasforma, spesso, in spazio di richiamo sociale. Anche la Puglia comincia ad essere contagiata dal fenomeno di portata mondiale, che possiamo definire "effetto Bilbao" (la città basca in cui è sorto lo spettacolare museo Guggenheim inventato da Frank O. Gehry, che attira un milione di visitatori ogni anno). Ma londata pugliese assume per ora un aspetto suo, molto meridionale se non addirittura "mediterraneo". Si affida non a costruzioni laiche, ma a chiese di insospettata modernità. Gioca certamente la capacità dellarchitettura sacra di aggregare gente per le sue motivazioni spirituali. Ma non si tratta solo di questo. Il caso più eclatante è rappresentato dallAula liturgica Padre Pio di San Giovanni Rotondo, disegnata da Renzo Piano, che da tre anni a questa parte accoglie milioni di fedeli, ma anche semplici visitatori: molti di più di quando il paese garganico disponeva solo di una modesta chiesetta. Gli esempi, anche di diverso significato, crescono. Se ci spostiamo da un capo allaltro della regione, dalla Daunia al Salento, incontriamo levento più recente: la fresca apertura a Lecce del complesso parrocchiale San Giovanni Battista, realizzato da Franco Purini, architetto celebre, curatore del Padiglione Italia allultima Biennale di architettura a Venezia. In questo caso si tratta di un intelligente innesto nel corpo di una periferia anonima, capace di rivitalizzare in senso moderno la grande tradizione delle chiese barocche della città. Ma è unonda lunga che in Puglia viene da lontano: almeno da quando, trentanni fa, sorse nella periferia di Taranto, dialogante da una parte col mare, dallaltra con le ciminiere del Siderurgico, la concattedrale ricamata come una vela bianca da Giò Ponti. Tre situazioni, il cui significato va oltre la destinazione religiosa e gli usi liturgici. Inducono a riflettere laicamente su come la cultura del progetto contemporaneo possa essere una risorsa per lo sviluppo dei territori. Vediamole più da vicino. Laula liturgica di San Giovanni Rotondo ha dotato la cittadina del frate venerato in gran parte del mondo, di un grande spazio rituale, capace di accogliere un numero eccezionalmente elevato di fedeli, fino a 40mila nel sagrato e 4mila nello spazio interno. A questo gigantismo planimetrico corrisponde unattenta scomposizione delle strutture. Limpianto a spirale, sottolineato dalle arcate in pietra ed esaltato dalla rifrazione luminosa, prodotta dal rivestimento in rame della chiesa, dimostra il nobile dialogo con la cultura locale della pietra. Un alto esempio di manufatto architettonico contemporaneo, quello ideato dal grande architetto genovese, che merita più di una superficiale visita. Da San Giovanni Rotondo a Lecce, nel cuore della 167 B del quartiere Stadio, unarea degradata. Franco Purini, autorevole voce del panorama architettonico italiano, rileggendo lidentità del luogo e le sue discutibili articolazioni urbane, frutto della deriva modernista degli anni 70, ha disegnato il complesso di San Giovanni Battista come un brano di città. Emerge un racconto "mediterraneo" fatto di rigore compositivo e fantasia visionaria. La pianta quadrata dellaula definisce una grande cavità che, nel suo aspetto essenziale , evoca severe atmosfere romaniche. Rompono il rigore primario della forma cubica dellaula quattro pilastri che producono torsioni e accelerazioni prospettiche. Lo spazio si accende di improvvise frammentazioni dinamiche, mentre accoglie una serie di importanti opere darte. Sono firmate dal celebre artista campano Mimmo Paladino e da Armando Marrocco, lo scultore di origine leccese che ha realizzato anche una porta del Duomo. Colpisce per lefficacia linguistica e formale il grande portale di Paladino, un affastellato paesaggio di memorie del territorio e di episodi biblici che scardina limmobilismo monumentale, aggiungendo movimento al racconto dellidentità comunitaria. Un messaggio iniziatico di grande reinvenzione visiva e percettiva. Questi esempi di architettura senza enfasi rappresentano modalità attuali di dialogo con i territori: negli spazi costruiti per il silenzio, la meditazione, il raccoglimento, le difficoltà del quotidiano possono trovare, ancora una volta, lenimento. Quasi con senso profetico, Gio Ponti, il geniale architetto milanese che nel 1974 realizzò la nuova cattedrale di Taranto, commentando la sua opera nel celebre saggio Amate lArchitettura, affermò: «Costruire una chiesa è un po come ricostruire la religione, restituirla alla sua essenza».