MONTESCUDAIO. La quiete dopo la tempesta? Mica tanto. Solo un po' di tregua nella guerra del vento che ha catapultato Montescudaio al centro dell'attenzione nazionale. Ieri mattina il governatore Martini ha scritto al sindaco per complimentarsi, anche il ministro Pecoraro Scanio ha avuto parole di apprezzamento. Sul fronte del no si è avvertito persino qualche cedimento all'interno del Wwf. Ce n'era abbastanza per far esultare il sindaco Aurelio Pellegrini. In serata però sono tornati i veleni, con Italia nostra che ha accusato il sindaco di metodi da propaganda soviet. Pellegrini continua a ripetere che «le querele sono già pronte. Ora però voglio recuperare anche tanti di quelli che hanno votato no. Per carità, rispetto qualsiasi opinione. Mi fa arrabbiare solo chi parla per preconcetti, magari che non è mai venuto qui e pontifica». Il riferimento è soprattutto a Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia nostra. «Sono convinto che molti di quei "no" - prosegue Pellegrini - siano stati figli di un clima intimidatorio creato dai professionisti dell'ambientalismo. Così come sono convinto che questa guerra del vento sia figlia di un'altra guerra, quella urbanistica». Ricapitoliamo. Domenica a Montescudaio il sì ha vinto con il 67,8 di voti e una partecipazione alle urne del 55,3 . Legambiente Toscana, per bocca del presidente Piero Baronti, sottolinea che «ha vinto in primo luogo la partecipazione, elevatissima per un referendum consultivo locale. Dimostra la grande affermazione delle ragioni di chi ha a cuore la difesa dell'ambiente e il ricorso all'energia pulita per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici». Jeff Hoffman (Arci Bassa Val di Cecina) aggiunge: «Montescudaio ha aperto la strada a un confronto partecipato che speriamo venga adottato da altri comuni». Secondo Hoffman «essere contrari allo sfruttamento delle energie pulite come quella eolica appare alquanto singolare», anche perché «non si può affrontare il tema delle politiche energetiche costruendo terminal gas a ripetizione». Quanto alle torri, Hoffman dice che «l'impatto visivo è discutibile ma sulle nostre coste c'è molto peggio». Parole dolci come il miele anche da parte del ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, proprio sul referendum: «L'eolico di qualità condiviso dai cittadini è esattamente l'alternativa all'eolico selvaggio e devastante che ha provocato delle rivolte - ha detto ieri a Roma a margine di un convegno riferendosi proprio a Montescudaio - Coinvolgere la popolazione nelle scelte del territorio è una cosa giusta, molte volte le difficoltà nascono dalla scarsa qualità della progettazione, che non tiene conto delle peculiarità locali». Poi Claudio Martini: il presidente della Regione si è congratulato con Pellegrini scrivendo che «chiamare i cittadini a decidere su un intervento così significativo è stata un'iniziativa coraggiosa e soprattutto innovativa». Lettera a parte, Martini ha aggiunto che il risultato del referendum «è un segnale incoraggiante a favore delle energie rinnovabili perché paradossalmente anche sull'eolico, che pure è un'energia pulita, ci sono obiezioni e contrasti». Obiezioni che vanno considerate senza «nessuna chiusura di fronte a un ragionamento di tipo paesaggistico e ambientale, ma da Montescudaio arriva una spinta della popolazione che va verso quella scelta e ora nessuno potrà più dire no affermando che è il volere della popolazione. Ora sarà compito della Regione individuare, all'interno del Piano energetico, linee guida che consentano ai Comuni di operare in un quadro coordinato e non ognuno per conto proprio, al di fuori di una logica programmatoria più vasta». E di una pianificazione di livello sovracomunale parla anche Massimiliano Varriale, responsabile del Wwf Italia settore energetico: «Non siamo certo contrari all'eolico ma la pianificazione non può essere affidata ai Comuni. Sono le Regioni a dover stabilire fabbisogno energetico e collocazione degli impianti. In Italia l'eolico non ha ancora funzionato proprio per questo far west, quest'anarchia. Il referendum di Montescudaio? Non ne sapevo niente». «Non verranno piazzate torri a casaccio - assicura Pellegrini - vediamo i progetti e a settembre torneremo a votare su quelli. Il nostro è un territorio particolare, non so quale potrebbe essere la localizzazione migliore: diciamo, ma in linea di massima, che l'installazione meno impattante potrebbe essere nell'area tra Montescudaio e il mare».