Unassemblea generale con due rappresentanti per ogni comitato, in pratica 150 persone. Quindi una segreteria «politica» di 10 esponenti che tenga conto della distribuzione geografica. Un comitato scientifico che sia di supporto per ogni battaglia. Ed infine il coordinatore, lo storico Alberto Asor Rosa con un passato da dirigente politico «almeno per tutto il 2007». Eccola la nuova «testa dariete» dellambientalismo toscano, votata a grande maggioranza (qualche riserva dei pistoiesi) al termine del raduno di tutti i comitati toscani convocati al Giardino dei Ciliegi di via dellAgnolo. Non è un partito ma è qualcosa che nella struttura gli assomiglia. E in ogni caso il primo tentativo di organizzazione della Toscana dei cento campanili e dei mille comitati. Anzi 75, perché tanti ne sono stati registrati ieri al raduno. Una galassia di istanze e di sensibilità antiche e recenti nata ognuna per proprio conto, attorno ad episodi diversi. Talmente diversi da spingere la platea dei circa cento partecipanti a rumoreggiare in segno di aperto dissenso quando la portavoce dei comitati della Valdelsa Laura Comi parte con la crociata contro la moschea di Colle e contro «linvasione di chi con la nostra cultura non centra niente». Una galassia che comprende il fotografo Oliviero Toscani pronto a mettere a disposizione la sua Sterpaia ma anche a difendere la Toscana («E la migliore, vorrei Martini al posto di Prodi»), il comitato contro linceneritore, quello a difesa della Val dOrcia, quello del Casentino che denuncia lo sfaldamento del parco nazionale, quello di Migliarino contrario al centro commerciale, quello di Bagno a Ripoli che si batte contro lampliamento dellAutogrill di Firenze sud. Una nube che sembra espandersi ad ogni minuto. Non più circoscritta alle battaglie dellambientalismo tradizionale contro gli «ecomostri». Allargata piuttosto a chi chiede, proprio nel giorno del referendum a Montescudaio, di fermare tutti i progetti dellenergia eolica. E anche agli antagonismi di chi vede nei Comuni solo «muri di gomma». «Dobbiamo considerare le istituzioni come interlocutori, non avversari, a patto che ci siano condizioni di reciprocità e parità», traccia la strada e pianta paletti Asor Rosa, vecchio leone della sinistra italiana. «Chi cerca il dialogo troverà il dialogo», gli risponde subito legittimando il neonato coordinamento lassessore regionale allurbanistica Riccardo Conti, protagonista di tanti scontri. E se lo stesso Asor Rosa propone un programma in 10 punti fatto di mappe integrali degli interventi dissennati, di indagini sui documenti amministrativi che autorizzano gli insediamenti, di strategie preventive con la vigilanza sul territorio, di una manifestazione dimostrativo su qualche luogo simbolo, di incontri col ministero e di un convegno prima dellestate: «La Toscana è in bilico», dice lo storico. «In Toscana è in corso un attacco e richiede risposte combattive», dice il presidente nazionale di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana, anche lui presente ieri. Ma quale rapporto avranno i comitati con le associazioni storiche dellambientalismo? «Decidano i comitati», dice Ripa di Meana. «Siamo pronti ad offrire il nostro supporto», conferma Nicola Caracciolo, il presidente toscano di Italia Nostra che per le torri eoliche propone una autorità sul paesaggio. Quello che non va giù a molti è però Legambiente, accusata di dire sì alle torri eoliche e di «concertare con la Regione». Di dialogare con il «potere». E laccusa che fa infuriare il presidente Piero Baronti e il direttore Fausto Ferruzza di Legambiente toscana che, finita la sessione mattutina, se ne vanno. Pur considerando «ipoteticamente meritoria liniziativa di Asor Rosa», Ferruzza denuncia così la «deriva settaria e qualunquista: una confusa sommatoria di no ad ogni tipo di impiantistica».