I "Patrimoni dellUmanità" sono luoghi di particolare pregio, scelti per quel programma internazionale dellUnesco che dal 1972 (soltanto, purtroppo) ha lo scopo di preservare siti di eccezionale importanza naturale o culturale. Questi siti devono soddisfare molti dei rigidissimi criteri che lUnesco ha fissato per la selezione: devono rappresentare un capolavoro del genio creativo umano (un edificio, una basilica, o un insieme di opere darte) o apportare una testimonianza deccezione su una particolare tradizione culturale (solo un castello o un insediamento intero); devono offrire un esempio, ma eminente, di costruzione architetturale o del paesaggio (un parco, una villa, tutta una costiera) o possono essere "paesaggi culturali". Cioè paesaggi che offrano buon esempio di interazione umana con lambiente (un monte, una valle e, perché no?, una foresta); devono essere vestigia di grandi epoche storiche (vedi alcuni importanti siti archeologici) o contenere gli habitat naturali più rappresentativi della conservazione delle biodiversità. E lUnesco spesso dà rilievo, considerazione e un punteggio maggiore agli "spazi minacciati". La lista dei "Patrimoni dellUmanità" è lunga, istruttiva, e fa girare la testa: si va dalla foresta tropicale di Sumatra ai monasteri dellArmenia, dalla barriera corallina australiana al centro di Vienna, dai giardini di Schönbrunn alle mangrovie del Bangladesh, dalla Grand Place di Bruxelles alla foresta vergine bielorussa, dal ponte di Mostar alla Muraglia Cinese, da Canterbury alle Seychelles. Insomma dalla reggia di Versailles al campo di Auschwitz, dalle piramidi a Valparaíso, passando per Gerusalemme, Brasilia e Macao. Al 2006 la lista è composta da 830 siti di 138 nazioni del mondo, e lItalia detiene il bel primato di paese col maggior numero di luoghi inclusi. Le incisioni rupestri della Valcamonica e la laguna di Venezia. I Sassi di Matera e i trulli di Alberobello. La Valle dei Templi e le necropoli etrusche. Le residenze sabaude e le delizie estensi. Sono patrimoni italiani alcune località di estremo pregio naturale come le Cinque Terre e le Isole Eolie. O produzioni del genio umano come le ville palladiane e quelle di Tivoli. Per la concentrazione di opere darte sono state inserite nella lista Unesco centri storici di grande importanza (Roma, Firenze, Urbino, Modena, Pisa, Siena, Siracusa, Pienza, San Gimignano), e intere città (Ferrara, Verona, Vicenza). Addirittura uno stato (Città del Vaticano). E la Campania dà lustro al patrimonio mondiale con la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento. Con i siti archeologici di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Con Paestum, Velia, e Padula. Con la reggia di Caserta e il complesso di San Leucio. E il centro di Napoli. Ebbene sì, dal 1995 anche il centro storico di Napoli è "Patrimonio dellUmanità". Con Piazza del Gesù che di notte diventa un parcheggio abusivo. Linquinamento atmosferico che rovina i marmi, quello acustico che lacera i timpani. Altro che Ztl, troppo poco. Si dovrebbe chiuderlo al traffico - sbarrarlo, serrarlo - un patrimonio dellumanità. Il Traffico della Zona sarà Limitato, ma traffico resta. Intanto per cardini e decumani i motorini sfrecciano e le macchine intasano. Gli automobilisti se la prendono con le strade: «A colpa è 'a lloro, so tropp strett». Ma è certo che le vie sono strette. Sono state concepite due millenni e mezzo fa da gente e per gente che a suo tempo andava a piedi, al massimo in dorso a un asino. Non possono contenere un Suv con nove persone dentro. Non possono accogliere un camion, ancorché piccolo. E che dire del Sacro Tempio della Scorziata che cade in pezzi, della Chiesa dei Gerolamini chiusa dal terremoto, di Santa Maria in Vertecoeli mai più riaperta, del Museo Filangieri di cui non si hanno più notizie? Facciamo richiesta allUnesco di inserire il centro storico di Napoli nella lista di patrimoni minacciati, ma in una sottolista "a minaccia immediata". E di tutelare noi napoletani come "umanità minacciata da se stessa".