ROVERETO - L'obiettivo di partenza, 150mila visitatori all'anno, è già stato superato nei primi sei mesi di attività, da quando il Mart, Museo di arte moderna, è stato inaugurato a Rovereto il 14 dicembre 2002. Certo, i numeri non sono quelli raggiunti dalle mostre più affollate in Italia, ma per una cittadina di 34mila abitanti, tutto sommato abbastanza marginale e periferica anche se situata lungo l'autostrada del Brennero, lasciano presagire un forte impatto sul tessuto economico locale. Tanto più che il 53,2 dei visitatori proviene da fuori regione. «Il primo dei nuovi musei, l'ultimo dei vecchi», come lo definisce il presidente del Mart, Pietro Monti, sindaco di Rovereto nei primi anni 80, è un edifìcio progettato dall'architetto ticinese Mario Botta e costruito a partire dal '96, con l'idea di affiancare un centro dedicato all'arte del Novecento alle istituzioni già presenti a Trento. E con "la consapevolézza, spiega Monti, «che la struttura architettonica già di per sé rappresenta un elemento di forte attrazione per il pubblico». L'iniziativa, costata 70 milioni di euro per tutta la struttura (che comprende anche un archivio del 900, una biblioteca, una parte didattica e un auditorium con 450 posti) è stata finanziata dalla Provincia autonoma di Trento per il 93 per cento. Il Mart formalmente è un ente funzionale, cioè un ente pubblico istituito dalla Provincia autonoma di Trento per svolgere una delle "funzioni" per le quali la Provincia ha potestà normativa e amministrativa (in questo caso la «conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico moderno e contemporaneo»). «Dipendiamo dalla Provincia ma siamo autonomi», sottolinea Monti. E aggiunge: «Abbiamo autonomia organizzativa e gestionale, oltre che finanziaria e contabile; anche il nostro bilancio, infatti, per quanto soggetto al controllo della Provincia, è autonomo. Ciò non toglie, che si possano ricercare delle formule, tipo associazione in partecipazione con soggetti privati, per realizzare iniziative particolari». L'obiettivo di aumentare il coinvolgimento dei privati, così come l'autofinanziamento, resta uno dei principali nella strategia del Mart. I costi di gestione, infatti, oggi sostanzialmente a carico della Provincia, sono alti: 6 milioni di euro all'anno tra personale, manutenzione e organizzazione delle mostre. La gestione dell'auditorium è stata affidata al Comune di Rovereto, per quella del bookshop c'è un contratto con la casa editrice Skira. Sul fronte degli incassi, nei primi sei mesi i ricavi della biglietteria hanno superato dì poco i 536mila euro, quelli del bookshop hanno sfiorato i 413mila euro. Ora la sfida è far rinascere il Comune di Rovereto che, avverte Monti, «all'inizio ha accolto l'iniziativa con un certo scetticismo». E le strade per farlo non si esauriscono nel Mart, che pure «nasce come decisione strategica per la città» e rappresenta un punto di eccellenza, almeno per la capacità di competere in campo europeo, sia come macchina espositiva, sia come laboratorio di ricerca. I fronti di azione sono tre: il turismo culturale, l'innovazione e la formazione. Rovereto, infatti, il centro industriale più importante della provincia, è oggi in cerca di una nuova vocazione, dopo aver attraversato una pesante crisi strutturale negli anni 80. Da qui la scelta di Tecno-fin servizi (società finanziaria della Provincia di Trento) di riqualificare il tessuto industriale con l'avvio di un Bic (Business innovation center) per accogliere piccole aziende innovative, costruito ristrutturando un ex stabilimento abbandonato dalla Pirelli. L'Università è il terzo anello della strategia di sviluppo. Partita pochi anni fa con alcuni corsi di laurea breve, ora la collaborazione con l'Ateneo di Trento è cresciuta, è stato avviato il restauro di un antico palazzo in cui avranno sede i corsi, e da ottobre prenderà il via un master di formazione post-universitaria per manager. Ma per il presidente Monti, convinto che la cultura sia anche motore di cambiamento, la grande scommessa, quella che potrà consentire di affacciarsi sulla scena internazionale t di innescare un processo virtuoso di crescita sociale e di sviluppo economico, sarà proprio la nuova sede del Mart.