L'ipotesi è che sul fondo del lago si trovi la gloriosa flotta. Quella che costituì la squadra navale di Cesare Ottaviano Agrippa contro le navi di Antonio e Cleopatra. Così è partita una campagna di scavi alla ricerca dell'antico porto romano. Le indagini, condotte dalla soprintendenza di Napoli e Caserta, si stanno svolgendo sul fondo del lago di Miseno, e l'attesa tra gli archeologi è enorme, soprattutto dopo la scoperta della necropoli di prima età imperiale a Cappella, che ha riportato alla luce il cimitero della flotta. Il doppio bacino del lago di Miseno, provvisto di uno sbocco marino, costituì la base della flotta imperiale che per prima giunse in Scandinavia. Il bacino interno era un cantiere navale dove si costruivano imbarcazioni leggendarie, quello esterno, la baia di Miseno, era naturalmente occupato dal porto. Dalla campagna di scavi ci si aspetta che possano emergere navi da guerra, liburnae e triremi. ------------------ Bacoli. «Ampliai il territorio di tutte le province del popolo romano. La mia flotta navigò per l'Oceano dalla foce del Reno verso oriente fino al territorio dei Cimbri, dove né per terra, né per mare alcun romano, prima di allora, si era mai spinto», scriveva Augusto nelle «Res gestae divi Augusti». La flotta che arrivò in Scandinavia per prima fu quella di Miseno, cui era affidato l'Occidente. L'altra, diretta a Oriente, era quella ravennate. E le navi della flotta misenate potrebbero essere ancora custodite nel lago Miseno. Da qui mosse la squadra navale di Cesare Ottaviano e Agrippa, contro le flotte di Marco Antonio e Cleopatra nel 31 a.C.. Per ritrovare le tracce dell'antico porto romano è in corso una campagna di scavi realizzata con un milione di euro, fondi stanziati dal Pit Campi flegrei. Le indagini geofisiche ed archeologiche sono condotte dalla soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta. L'attesa tra i tecnici intorno a questo evento è enorme, soprattutto dopo la scoperta della necropoli di prima età imperiale a Cappella, che ha riportato alla luce il cimitero della flotta. «Attendiamo con interesse l'esito delle indagini sui fondali del lago - dice Francesco Escalona, presidente dell'ente Parco Campi flegrei - Il Miseno era il cantiere delle corazzate. Non è escluso che possano esservi navi da guerra, liburnae e triremi, tracce dell'antico Misenum». E tutto ciò potrebbe ricongiungere l'area flegrea al suo passato. Intrecci di storia e di archeologia non fanno altro che chiuderla nel cerchio delle sue origini. Il doppio bacino del lago, lacustre e marittimo, costituì la base della flotta imperiale. Mentre il bacino interno era un cantiere navale, quello esterno, la baia di Miseno, costituiva naturalmente il porto. Ed erano collegati da un canale. L'ingresso era protetto da due moli, i prolungamenti di Punta Pennata e di Punta Terone. Due tunnel artificiali mettevano al riparo il bacino da ogni rischio di insabbiamento. Il Misenum raggiunse il massimo splendore quando l'imperatore Augusto, dopo la battaglia di Anzio nel 31 a.C., vi pose la base della Classis Praetoria, la flotta al diretto servizio della corte imperiale. Furono sistemate lungo il litorale le attrezzature necessarie ad una potente base militare che ospitava circa seimila uomini. Si costruirono ville patrizie, teatri, strutture funzionali quali le Centum Cellae e la Piscina Mirabilis, i depositi idrici per la flotta. Le navi, costruite ed armate nel bacino interno, si muovevano con estrema velocità, grazie ad una sapiente velatura e alla forza dei rematori. L'insenatura flegrea, tra l'altro, era ideale grazie ad una privilegiata posizione geografica per ospitare la flotta praetoria che assicurò la pax nel Mediterraneo per più di tre secoli. Tutto questo non può non aver lasciato traccia sui fondali del lago, che prende il nome dal leggendario trombettiere di Enea, Miseno.
CAMPANIA. Lago Miseno, scavi alla ricerca dell'antico porto
Una campagna di scavi è in corso sul fondo del lago di Miseno, in Campania, alla ricerca di un antico porto romano. La flotta di Cesare Ottaviano Agrippa, che si scontrò con quelle di Marco Antonio e Cleopatra nel 31 a.C., potrebbe essere stata custodita nel lago. Le indagini, condotte dalla soprintendenza di Napoli e Caserta, si stanno svolgendo sul fondo del lago e si aspetta che possano emergere navi da guerra, liburnae e triremi. Il lago di Miseno era il cantiere delle corazzate e il porto principale della flotta imperiale. La campagna di scavi, che ha un budget di un milione di euro, è stata realizzata con l'aiuto di tecnici e archeologi.
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