Il movimento promosso da Asor Rosa: non siamo girotondini. Su Internet la denuncia degli «scempi» FIRENZE Alberto Asor Rosa impugna un foglietto: «Se sorgono 75 comitati di base e di lotta per la difesa del paesaggio in Toscana, siamo di fronte alla dimostrazione palese che le istituzioni locali non funzionano. Altrimenti qui saremmo quattro disperati». Invece la sala è strapiena. Giunta regionale e comuni toscani sono avvertiti. Ieri a Firenze, nel circolo in via dell'Agnolo 5, è nato il Coordinamento dei comitati ostili alla cementificazione e a «villettopoli», neologismo rutelliano molto amato dai delegati autoconvocati. C'è Carlo Ripa di Meana, presidente di «Italia Nostra», applauditissimo quando garantisce «totale appoggio» al movimento, col segretario regionale Nicola Caracciolo. C'è Paolo Baratta, ex ministro, ex presidente della Biennale di Venezia, dirigente del Fondo ambiente italiano: «Mi sento rappresentante non dì una minoranza ma della maggioranza di un popolo maturo che ha cura del proprio retaggio». C'è il fotografo Oliviero Toscani, impegnato in un progetto sul paesaggio che intende affiancare a questo. Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, manda un saluto: ha inviato un appello al presidente Napolitano in cui certifica che «Toscana e Lazio saranno presto integralmente cementificate». C'è soprattutto la base che si organizza in una rete per creare una mappatura dei disastri e scambiarsi esperienze ordine. Per esempio Paolo Andrea Sanesi, coordinatore dei comitati di Prato, testimonierà la sua vittoria sul mega-parcheggio da 900 posti interrato nel cuore di piazza Mercatale, riesumando un vincolo che ha spinto la soprintendente Paola Grifoni a bloccarlo. Ecco le foto del Comitato per Fiesole, guidato da Cosimo Marco Mazzoni. Ecco il gruppetto che combatte a Fucecchio contro l'allargamento dell'ex teatro in piazza Giuseppe Montanelli. L'altro Montanelli di Fucecchio, il grande Indro, cominciò a opporsi nel '98. Il Corriere della Sera seguì poi il caso. Ma la costruzione prosegue perché «il Comune ha di fatto venduto la nostra piazza a una banca». Ecco Gianni Mori, l'esuberanza fatta leader del Comitato per la tutela della Valdichiana, che lotta contro un insediamento a Rigutino, «60 mila metri cubi al Parco di Lignano». Sulla parete una pianta di Firenze piena di diagrammi e una didascalia: «II saccheggio della città». Gli oratori aumentano il carico: impianti eolici, inceneritori, non solo speculazione. Lo scontro con l'Unione al governo in terra toscana è evidente, ogni volta che si parla di «giunte di sinistra» partono fischi e risate. Spettacolo inedito che, visto a Firenze tra gli ambientalisti progressisti, forse segna una svolta. Indiscusso protagonista è Asor Rosa, testimonial della strategia di ritorno dei Grandi Vecchi alla guida delle lotte, un po' come Giulio Andreotti contro i Dico. La sua tempra di ex direttore di Rinascita ai tempi in cui il Pci era il Pci, di critico e storico della letteratura gli fa padroneggiare l'assemblea con squisita sicurezza, fronteggiando alcune contestazioni dei Comitati della Piana prima della sua elezione a coordinatore. Corregge facilitazioni giornalistiche («Non siamo girotondini perché costituzionalmente radicati nel territorio»), sfida gli amministratori senza insultarli («cerchiamo un rapporto paritario, non li consideriamo nostri avversali ma chiediamo che lo stesso valga per loro, purtroppo non accade quasi mai»). Descrive la questione paesaggistica italiana come «una emergenza nazionale, soprattutto in Toscana dove i beni ambientali sono più preziosi e si vendono meglio, ma la classe politica mostra inadeguatezza (applausi)». Il programma del Comitato di coordinamento è serrato: nascita della rete-laboratorio, mappatura pubblica degli scempi online, strategia di prevenzione (monitoraggio capillare dei progetti per scongiurare l'apertura dei cantieri), manifestazione nazionale «dimostrativa della nostra forza» su un caso esemplare da scegliere, «processo di legittimazione» con incontri con i ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, convegno regionale entro l'estate. Non tutto va liscio. C'è il tortissimo distinguo di Legambiente toscana che si sente messa sotto accusa, imputata in molti interventi di collateralismo con la politica. La reazione è dura, con una nota ufficiale: «La discussione dell'assemblea ha preso una deriva settaria e qualunquista, abbiamo assistito a una confusa sommatoria di "no" verso ogni tipo di impiantistica».