Roma È difficile immaginare una collezione più congrua alla storia dell'arte veneziana, per quanto riguarda il periodo del Settecento, di quella attualmente visibile al complesso del Vittoriano di Roma, col titolo "Fascino del Bello. Opere d'arte dalla collezione Terrazzi" . Di questa collezione di proprietà dell'industriale milanese Guido Angelo Angelo Terrazzi si era molto vociferato quando sembrava che Terrazzi dovesse acquistare Palazzo Grassi (e già aveva firmato il preliminare di acquisto) come sede dove esporla. Solo pochissime persone, però, tra cui il Direttore dei Musei Civici Veneziani Giandomenico Romanelli, avevano potuto vederla poiché le opere, prima dell'apertura della mostra romana lo scorso 1 marzo, non erano mai state esposte al pubblico. Il primo dato che emerge evidente è il numero di opere: almeno duecento quelli riferibili al Settecento veneziano; più di 10 i quadri dei due Guardi, 22, una vera e propria antologica, quelli di un autore importante, ma poco rappresentato a Venezia, Jacopo Amigoni. Questo solo per quanto riguarda l'aspetto veneziano, ma la collezione comprende anche dipinti e disegni che spaziano dai maestri toscani del XV secolo a De Chirico, passando per un Guido Reni, un Luca Giordano e Michelangelo. In più una serie di mobili d'antiquariato, arazzi, porcellane II nucleo più importante, però, rimane quello relativo al Settecento veneziano. Ed ecco un altro dato: l'importanza degli autori: Canaletto figura con cinque opere, una veduta di piazza San Marco e tre capricci, di cui quello datatoci, è un punto di riferimento essenziale nella produzione dell'artista: per la cronaca Ca' Rezzonico, il Museo del Settecento Veneziano possiede due sole vedute, acquistate dal Comune di Venezia intorno al 1980. Rappresentato al meglio anche il Belletto che, anzi, nelle opere esposte in questa mostra sembra superare lo zio Canaletto; poi quattro quadri di genere di Pietro Longhi e ancora Tiepolo, Ricci, Pellegrini, Marieschi e altri. Sono opere pensate per una committenza privata, in genere di piccolo e medio formato, dove prevalgono i soggetti di fantasia e temi classici rispetto a quelli religiosi. Di fronte a una tale rassegna ci si domanda se il non avere acquisito, al momento, giusto, una tale collezione non costituisca una grande occasione perduta per Venezia. Molto scarse, infatti, sembrano le probabilità che possano trovare una loro collocazione in laguna. Il Ministro Rutelli la vuole a Roma, Vittorio Sgarbi la pretende per Milano, entrambi si sono affrettati ad esprimere la loro stima a Terrazzi, dopo che praticamente il Comune di Venezia gli aveva sbattuto la porta in faccia. Adesso c'è qualche segnale di ripensamento e, soprattutto, la Regione Veneto è interessata alla questione. Sarà sufficiente a rimediare la brutta figura fatta in passato?. È lecito dubitarne anche se non è ancora detta l'ultima parola. Fino al 20 maggio. Orario: tutti i giorni 9.30 -19.30, venerdì e sabato aperta fino alle 22.30.
La Collezione Terrazzi a Roma. Quei capolavori sfuggiti a Venezia
La collezione "Fascino del Bello. Opere d'arte dalla collezione Terrazzi" è stata esposta al complesso del Vittoriano di Roma. La collezione, di proprietà dell'industriale milanese Guido Angelo Terrazzi, comprende almeno 200 opere del Settecento veneziano, tra cui dipinti e disegni di autori come Canaletto, Jacopo Amigoni e Tiepolo. La mostra è stata organizzata per il primo tempo della stagione, ma il Comune di Venezia non ha acquisito alcuna delle opere. Il Ministro Rutelli e Vittorio Sgarbi hanno espresso la loro stima per la collezione, ma la Regione Veneto è interessata alla questione. La collezione potrebbe trovare una collocazione in laguna, ma non è ancora detto.
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