Dolo Un "museo" con opere del valore inestimabile allestito nelle proprie abitazioni: vasi bicromi del V-VI secolo avanti Cristo, ceramiche apule, bronzetti etruschi, vasi cinesi. Tutti oggetti preziosissimi, in tutto 40 pezzi, trovati nella casa di un 54enne di Dolo, G.A., che ufficialmente lavora in una ditta privata, e di F.P., 49 anni, residente nell'immediata periferia padovana. I due ieri sono stati denunciati a piede libero per ricettazione dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona: secondo gli investigatori sono coinvolti in un grosso traffico di reperti archeologici, trafugati e poi venduti a ricchi collezionisti privati in tutta Europa. Giro d'affari scoperto dagli investigatori già nel gennaio scorso quando altre due persone, due pregiudicati pugliesi, L.C. 58enne, residente da tempo a Padova, e G.F., 73, erano state fermate a Senigallia e quindi denunciate a piede libero per ricettazione perché trovate dalla polizia di Ancona in possesso di 21 reperti archeologici. Nel corso dell'indagine, che ha riguardato varie zona d'Italia, gli agenti guidati dal dottor Luigi Di Clemente, hanno perquisito l'appartamento del 54enne a Dolo e quello del padovano dove sono state rinvenute diverse opere d'arte di origine greca e poi oggetti risalenti alla dinastia cinese Mìng, statue intarsiate con zanne d'avorio, vasi antichi, mezzi busti greco-romani e così via. Sembra che alcuni oggetti siano delle riproduzioni. In tutto otto le perquisizioni svolte oltre che in veneto anche in abitazioni ad Ancona, Roma, Frosinone e Perugia, dove gli indagati - quasi tutti 'tombaroli' o ricettatori con precedenti specifici - nascondevano i reperti, pronti a venderli a collezionisti privati. Tutto è iniziato il 5 gennaio scorso, quando poliziotti senigalliesi hanno fermato per un controllo, lungo una Statale locale, una Mercedes con a bordo i due pregiudicati pugliesi che in due borsoni trasportavano 21 reperti, quasi certamente trafugati da una tomba di ipogeo di Canosa, o comunque da scavi clandestini del sub Appenino dauno-pugliese, una zona nota fin dall'800 per gli scavi abusivi. I controlli hanno permesso il ritrovamento, tra l'altro, di una testa di Apollo in marmo e di un gruppo di ceramiche 'attiche' perfettamente riprodotte, 69 pezzi provenienti per lo più da scavi archeologici abusivi nell' area foggiana. Da lì poi erano partite le indagini della Squadra Mobile che si sono valsi dell'ausilio degli investigatori Veneti. Lara Loreti
Dolo - Un "museo" di aggetti di inestimabile valore
Due persone, G.A. e F.P., sono state denunciate a piede libero per ricettazione dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona. Gli investigatori sostengono che sono coinvolti in un grosso traffico di reperti archeologici, trafugati e poi venduti a ricchi collezionisti privati in tutta Europa. I reperti archeologici sono stati trovati nelle abitazioni di G.A. e F.P., che lavorano in una ditta privata. Gli investigatori hanno perquisito le loro abitazioni e hanno trovato opere d'arte di origine greca e cinese, tra cui vasi antichi, mezzi busti greco-romani e statue intarsiate con zanne d'avorio. Sembra che alcuni oggetti siano delle riproduzioni.
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