Torna a fare discutere la realizzazione del parcheggio multipiano del Pincio. Se dal Campidoglio la giunta Veltroni lo sostiene come una delle iniziative più rilevanti per svuotare il Tridente dalle auto, un gruppo di intellettuali ha presentato un appello contro il progetto che i paladini della conservazione temono possa deturpare per sempre «uno dei luoghi più suggestivi di Roma»: il primo firmatario del documento è il direttore della Scuola Normale di Pisa, nonché presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, professor Salvatore Settis. «Lungo gli eleganti emicicli che salgono intorno alla sistemazione paesistica della terrazza - prosegue l'appello - saranno realizzate le rampe di accesso carrabile al parcheggio; nella terrazza saranno invece sistemate le uscite pedonali. La pavimentazione della terrazza verrà, invasa dalle griglie di sicurezza e dagli impianti di aerazione». Oltre a Settis, fra gli altri hanno firmato l'appello Desi-deria Pasolini Dall'Onda, Silvia Croce, Italo Insolera, Giuseppe Cederna, Vezio De Lucia, Edoardo Salzano, Piero Craveri, Marisa Dalai Emiliani, Pierluigi Cerveilati, Anna Coliva, Paolo Berdini, Pulco Pratesi, Giuseppe Chiarante, Roberto Imperiali, Bernardo Rossi Doria. L'amministrazione ha sempre difeso il parcheggio: Fulvio Vento, presidente dell'Atae, ricorda: «II progetto è stato approvato da tutte le associazioni e apprezzato dalle sovrintendenze coinvolte. Ciò conferisce ad esso un indiscutibile marchio di democraticità e affidabilità sotto il profilo della tutela dei beni culturali». E aggiunge: «Sarà una struttura sotterranea, non percepibile all'esterno». Parole condivise da Roberto Morassut, assessore all'Urbanistica: «È indubbio che il parcheggio del Pincio deve essere finalizzato alla liberazione dalle auto del Tridente per renderlo tutto pedonale. Lo stesso numero di posti auto, tra i 700 e gli 800, corrisponde a tutta la capacità di sosta di quella zona».