Sul piede di guerra associazioni culturali, artistiche, gruppi di imprenditoriali e collettivi di lavoratori del settore del restauro artistico di Napoli e di Roma. Criticano pesantemente le scelte del Comune di Roma e Napoli e della Regione Campania di affidare la gestione, la manutenzione ed il restauro artistico ed architettonico dei beni culturali alle società Zetema, Romeo Gestioni e Scabec. Sono stati diffusi alcuni documenti a firma dei restauratori romani delle società ARA snc, TECNICON srl, Carlo Usai, CBC coop, Consorzio ARKE', ERRE Consorzio, ROMA Consorzio, Consorzio CB Art, CRC di Paolo Pastorello, STUDIO Carla Tomasi, Sergio Salvati, Anna DeRiso, Antonio Forcellino, che hanno presentato recentemente i ricorsi contro l'acquisizione di Zetema da parte del Comune di Roma, ottenendo dal T.A.R. Lazio l'annullamento della delibera per la parte che riguarda la possibilità, per Zetema, di svolgere attività e lavori di restauro. Un altro è firm ato dall'Associazione Conservatori e Restauratori di Napoli, dal movimento collaboratori-restauratori della Campania. "La nascita di Zetema e della Scabec , gli appalti affidati alla Romeo Gestioni sono una violazione delle leggi sugli appalti pubblici e la tutela dei beni culturali scrivono dei loro comunicati le associazioni - Tra gli scopi delle due società il restauro costituiva solo un'attività secondaria, anzi non era neanche esplicitamente elencato nell'elenco dei servizi offerti, in poco tempo Zetema ha ottenuto, comunque, una certificazione SOA per l'esecuzione dei lavori pubblici, di categoria OS2, classifica terza, per appalti di importo fino ad 1.032.913 di euro, ed ha potuto, al rinnovo del contratto di servizio nel 2005, acquisire di fatto il monopolio delle attività di restauro dei beni culturali. Si apprestano ad ottenere le stesse certificazioni SOA la Scabec e Romeo Gestioni. In questo modo, infatti, i lavori possono essere progettati, valutati economicamente, eseguiti dalle stesse società Zetema, Scabec e Romeo Gestioni "costituendo una violazione del principio della libera concorrenza"- dicono le associazioni dei restauratori napoletani e romane. Da tempo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si era espressa in tal senso con un pronunciamento del 29082005, che non è stato tenuto in alcuna considerazione dal Comune di Roma, di Napoli e dalla Regione Campania e dalle holding costituendo una violazione delle leggi che disciplinano il mercato dei lavori pubblici. "Siamo stati obbligati a crescere con le nostre piccole imprese artigiane, fino ad acquisire, spesso con investimenti e sforzi gestionali notevoli, le certificazioni previste dalle leggi - che nel frattempo si sono moltiplicate per disciplinare il settore sostengono i firmatari dei documenti sostengono le associazioni - per poter eseguire lavori pubblici gareggiando con le ditte edili che avevano scoperto il business del restauro, d ovendo noi dimostrare di essere restauratori" Il sistema delle piccole e medie aziende del restauro ritiene inaccettabile la situazione che negli ultimi anni si è delineata a Roma, a Napoli e nella Regione Campania con la comparsa di Zetema, Scabec e Romeo Gestioni all'interno del settore dei beni culturali. Le principali committente pubbliche non hanno spiegato per quale motivo si sia permesso che società di servizi eseguissero lavori pubblici senza essere qualificate ai sensi del decreto Presidenziale. 342000 . "Poi vorremmo che ci venisse spiegato perché il meccanismo in cui lo stesso soggetto sia progettista ed esecutore degli interventi, ma anche stazione appaltante (Zetema e Romeo Gestioni affidano lavori anche a ditte esterne) risulti incomprensibile soltanto a noi, e alla Legge. 10994?"- concludono le associazioni dei restauratori.