Il cantiere è fermo: il mosaico di piazza Sett'Angeli è stato coperto da pietrisco e terra In questa città si sa quando i lavori vengono consegnati alle imprese ma difficilmente si può azzardare una data di definitiva chiusura del cantiere. Il 30 maggio 2005 si sarebbe dovuta effettuare la consegna degli ultimi lavori di un ambiente di età punico-romana di piazza Sett'Angeli, ma da quasi 2 anni a causa di mancanza di fondi l'impresa Costa di Marineo ha chiuso il cantiere. Nel frattempo, il mosaico con duemila anni di storia era diventato, durante le ore buie, covo di drogati e discarica pubblica; mortificato da vecchie scarpe, da bottigliette di plastica, pietre, scatolette di metallo, cicche di sigarette, terra di risulta sparsa ovunque. Non parliamo delle continue visite dei topi che scorrazzavano in lungo e in largo attratti dai rifiuti. Insomma, era una profonda ferita al patrimonio culturale della città. Il nostro giornale denunciò nel maggio 2006 lo stato di vergognoso degrado. Il pavimento venne ripulito ma fu preso nuovamente di mira da ragazzi e sconosciuti che vi buttavano rifiuti. Così, la Sovrintendenza, non trovando momentaneamente altri finanziamenti per continuare i lavori di restauro, ha pensato di ricoprire gli scavi effettuati con terra di risulta e pietrisco. Nelle foto da noi pubblicate si può notare com'era un anno fa il mosaico e come appare oggi. Uno spettacolo non bello per tutti quei turisti curiosi che si avvicinano in quel tratto della piazza. Il pavimento venne alla luce all'inizio del 2000 durante i lavori che stava effettuando l'Azienda municipalizzata per l'acquedotto per la realizzazione di una condotta. A quel punto saltò fuori il «gioiello», e la Soprintendenza, allo scopo di iniziare una campagna di studi sui resti di un percorso stradale di età romana, bloccò immediatamente i lavori dell'Acquedotto, che stava effettuando degli scavi per la realizzazione di una condotta. Francesca Spatafora, dirigente del Servizio beni archeologici della soprintendenza di Palermo, ebbe a dire che si trattava di una «strada larga circa 3 metri e risulterebbe parallela a quella messa in luce nel cortile del palazzo Arcivescovile. La struttura muraria, che delimita quindi verosimilmente il fronte orientale di un'isula, potrebbe essere relativa ad una grande domus». La verità è che in Sicilia, oltre ad una atavica trascuratezza, c'è una forte abbondanza di archeologia. Qui, persino nelle dimore di collezionisti privati si trovano vasi preistorici della cultura di Partanna e Naro, o di quella castellucciana occidentale. In Sicilia, addirittura, si vendono su Internet ciotole carenate o coppe monoansate. Giornalmente la Guardia di Finanza ha un gran bel da fare a sequestrare reperti clandestini in case di «scavatori della notte». Ma andiamo a conoscere questa storica piazzetta, dove all'inizio del Cinquecento sorgeva un monastero fondato dal vicerè Ettore Pignatelli in onore di San Francesco di Paola ed intitolato ai Sette Angeli. Nella piazzetta si trovava anche una piccola chiesetta intestata a due sante patrone di Palermo, Ninfa e Oliva. «La tradizione spiega lo storico Mario Di Liberto voleva che fossero nate a avessero abitato in questa contrada; successivamente alla chiesa fu dato il nome di "S. Angelo al Piano", dal piano della Cattedrale. Chiesa e monastero vennero in gran parte distrutti nel 1860 durante i combattimenti tra garibaldini e truppe borboniche; sgombrate le macerie, si formò l'attuale piazza. Alcuni locali dell'ex monastero, rimasti integri, furono utilizzati dal Comune che, tra il 1913 e il 1918, costruì la scuola superiore femminile 'Giuseppina Turrisi Colonna', oggi sede del liceo classico "Vittorio Emanuele II"». Nel giardino, al centro della piazza, un piccolo monumento ricorda le vittime civili della guerra; una bomba, sganciata sulla città, il 9 maggio del 1943, centro in pieno il rifugio pubblico ubicato nei pressi. «In quella circostanza - continua Di Liberto - vi morirono molti cittadini, tra i quali Beppe Schiera, singolare e popolare personaggio della Palermo di quel tempo, autore di rime e filastrocche sarcastiche in dialetto siciliano, che egli recitava, improvvisando, per le vie della città».
SICILIA: Un gioiello abbandonato
Il cantiere di piazza Sett'Angeli a Palermo è stato fermato per due anni a causa di mancanza di fondi. Il mosaico punico-romano, scoperto nel 2000, è stato coperto con terra e pietrisco per evitare ulteriori danni. Il pavimento era stato utilizzato come covo di drogati e discarica pubblica, e i topi lo infestavano. La Sovrintendenza ha deciso di coprire gli scavi con terra e pietrisco per il momento, senza trovare altri finanziamenti per continuare i lavori di restauro. La piazza era originariamente un monastero fondato nel Cinquecento e contiene una chiesetta dedicata a San Francesco di Paola e due sante patrone di Palermo.
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