Pompei. Stavolta non ci sono assassini da scoprire, ma i tecnici della sezione provinciale dei Ris di Roma e del nucleo per la tutela dei patrimonio dei carabinieri cercano particolari utili per risalire a chi, o cosa, nella notte tra domenica e lunedì, ha fatto crollare la colonna della casa di Obellio Firmo. Il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha bollato il danneggiamento come un «atto intimidatorio»: nella domus è aperto un cantiere per il restauro e qualcuno potrebbe aver voluto lanciare un messaggio. Ma per gli inquirenti, che ieri hanno anche sequestrato l'area, non va esclusa alcuna ipotesi, compresa quella di un fatto accidentale. Dal ministero per i Beni e le attività culturali confermano di seguire «con attenzione le indagini avviate dai carabinieri per accertare le cause dell'episodio. In attesa delle conclusioni degli investigatori, il ministero è comunque in contatto con il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, a cui ha testimoniato solidarietà e sostegno», scrivono in una nota. E mentre il responsabile della soprintendenza pompeiana conferma la posizione assunta all'indomani della scoperta, secondo i carabinieri, diretti dal luogotenente Vittorio Manzo e coordinati dal capitano Pasquale Sario, a far cadere e spaccare in sei parti la colonna potrebbe essere stato il vento. Ma tutto ora è nelle mani dei tecnici dei carabinieri. Ieri sono stati anche visionati i filmati registrati dalle telecamere poste lungo il perimetro nord dell'area archeologica. Ieri mattina, nell'antica domus di Obellio Firmo, dunque, gli uomini del corpo speciale dei carabinieri di Napoli hanno effettuato i rilievi sulla colonna danneggiata per stabilire se, dopo la rottura, i pezzi siano stati spostati. I militari hanno ricostruito con strumenti sofisticati l'angolazione della caduta della colonna e la forza impressa per la spinta. Tutti questi dati saranno elaborati da un programma speciale che ricostruirà la dinamica dell'incidente stabilendo se a causarlo sia stato un evento accidentale o la mano dell'uomo. Questa mattina, al termine di un'assemblea sindacale che farà slittare di due ore l'apertura degli scavi, i lavoratori della Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Flp e Intesa, marceranno in nome della legalità da piazza Esedra a Porta Marina Superiore. Anche la segreteria regionale dei Ds esprime una forte preoccupazione per la situazione dell'area archeologica di Pompei: «Gli ingenti investimenti previsti per l'area di Pompei e le ricadute sul territorio possono scatenare gli appetiti della camorra. Occorre vigilare e muoversi con la massima energia e con una forte sinergia istituzionale», dicono. L'Ugl, invece, non crede che il danneggiamento della colonna possa addebitarsi ad un atto intimidatorio: «Francamente - dice il coordinatore nazionale Beni Culturali, Renato Petra - non crediamo neanche che la colonna caduta a Pompei sia opera di vandali temiamo, invece, che sia opera dell'abbandono in cui versa il sito archeologico».
Il Ris negli Scavi di Pompei, sequestrato il cantiere della casa di Obellio Firmo. Il ministero: solidarietà a Guzzo
I carabinieri di Napoli hanno aperto un'indagine per il danneggiamento della colonna di Obellio Firmo a Pompei. Il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha definito l'episodio come un atto intimidatorio, ma gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un fatto accidentale. I tecnici dei carabinieri stanno analizzando i filmati registrati dalle telecamere e i dati rilevati dai rilievi sulla colonna danneggiata per stabilire le cause dell'incidente. Il ministero per i Beni e le attività culturali segue con attenzione le indagini e il ministero per i Beni e le attività culturali ha testimoniato solidarietà e sostegno al soprintendente Guzzo.
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