Dal Museo archeologico alla basilica: ospiterà una mostra di monete antiche Fu costruito nel '600 per consentire alla sorella andicappata del granduca di assistere di nascosto alle funzioni religiose è una doppia sorpresa. Per i visitatori e, soprattutto, per i fiorentini. Perché fino ad oggi, il Corridoio mediceo del Museo archeologico nazionale di via della Colonna è stato aperto solo su appuntamento o in rare occasioni. Cosi ci voleva la festa della basilica della Ss. Annunziata di domani, per riaprire al pubblico sia il Corridoio con la mostra sulle «Monete etrusche», che la piccola sala di preghiera, ancora arredata di cuscini e panche, che ne conclude il percorso. Un affaccio dallalto, mimetizzato da una grata in ferro battuto, che dà sullinterno della chiesa, creato nel 1620 per permettere a Maria Maddalena, sorella "malcomposta di membra" di Cosimo II, di assistere alle funzioni religiose senza essere vista. Un passaggio certo meno monumentale del Corridoio Vasariano, che ospita unidentica cappella dentro alla chiesa di Santa Felicita, e davvero inedito. Come risulta mai vista, nelle vetrine alle pareti del lungo percorso, la selezione di oltre 200 monete etrusche, pezzi forti delle 30-40 mila della collezione granducale del Monetiere del Museo (senza contare le decine di migliaia medievali e moderne, passate la Museo del Bargello). Dalle più antiche, di fine VI e V sec. a. C, fino a quelle romane. Dalle quelle piccolissime, secondo il modello mutuato dai Greci in oro e argento, fino a quelle in bronzo, grandi come una mano. «Che non avevano un valore simbolico, ma quello reale del peso del bronzo. Un alto valore, non di uso quotidiano, perché servivano a pagare servizi delle città, acquisti di partite di legname o altre importanti transazioni» spiega Fiorenzo Catalli, esperto della soprintendenza archeologica di Roma, che ha curato la mostra con la direttrice Carlotta Cianferoni. Pani di bronzo e coni battuti a Volterra, Chiusi, Arezzo e Cortona, con effigi di Gorgoni e Chimere (ancora con la testa di leone e non di capro), cavalli, sfingi, polpi e divinità dellOlimpo etrusco. Profili di Aplu (Apollo), Tinia (giove), Turms (Mercurio) provenienti da Populonia e Vetulonia, si alternano a vetrine con bronzetti, ceramiche e terrecotte che riproducono identiche immagini, oltre a volumi rari con i primi studi del Monetiere mediceo. E ancora effigi di cinghiali ed elefanti (connesse ad Annibale e le guerre puniche), fino al predominio romano. Un viaggio per ripercorrere i commerci e simboli etruschi attraverso la produzione circolazione delle loro monete. La mostra resterà aperta fino alla primavera del 2008. «E domani - aggiunge Cianferoni - sarà aperta gratuitamente al pubblico, in occasione della festa della Ss. Annunziata». Orario: lunedì 14-19, martedì e giovedì 8.30-19, tutti gli altri giorni 8.30-14. Ingresso 8 euro. Info 055-23575.