IL CONSORZIO DEI MUSEI CONTADINI In Sicilia lesagerazione è dobbligo. Eccessiva la proporzione dei templi greci, eccessivo loro dei mosaici, eccessivo il barocco che un po dappertutto, prepotente e delicato al tempo stesso, si insinua fra le catapecchie dei centri storici. Ma, proprio accanto al fasto e alla smodatezza, convisse per secoli anche una società improntata a grande, forse anchessa eccessiva, frugalità. Alla società contadina, sono ispirati decine di musei sparsi per tutta lIsola; nove di essi qualche anno fa hanno deciso di unirsi in un consorzio che è stato formalizzato nel 2005 e che adesso comprende anche otto comuni delle province di Siracusa e Ragusa, sette associazioni culturali e due Gal (Gruppi Azione Locale), Val DAnapo e Co. P. A. I. Alla società contadina, proprio in questa zona, si appassionò per la sua intera vita un antropologo che a quel mondo apparteneva, Antonino Uccello. In questo intenso programma di protezione delle tradizioni popolari, si inserisce, con il patrocinio della Regione Siciliana, il progetto "Il Museo è scuola", con la nuova serie degli "Itinerari didattici nei musei etnografici Iblei", il primo dei quali, il "Ciclo del grano", già pubblicato, è stato presentato al Museo Internazionale delle Marionette di Palermo. Il volume è stato curato da Gaetano Pennino e Rosario Acquaviva, che sono già al lavoro con il successivo "Ciclo dellolio", che sarà presto possibile aggiungere al medesimo fascicolo. I tetti sono sfondati e i rovi hanno invaso i bagli un tempo affollati di gente e di animali al lavoro, e noi assistiamo impassibili a questa tragedia che, reputiamo inevitabile. Ci siamo così tutti assuefatti al crollo di una civiltà che è poi anche il crollo di una cultura: eppure le numerose masserie oggi trasformate in agriturismi la domenica sono gremite di cittadini che evidentemente desiderano, comodamente seduti a tavola, gustare le gioie della campagna. Tanto cittadini da non chiedersi neppure se quei bagli avessero mai avuto altro uso che quello di posteggio per le loro vetture e che pochissimo conoscono sulluso degli strani strumenti arrugginiti che agonizzano appesi sui muri, tanto estranei essi ormai sono a ciò che accadeva davvero fra le mura della struttura che li ospita. Itinerari antropologici di grande interesse culturale sono in gran parte già fruibili nella regione iblea e introducono il visitatore a una lettura del territorio nella sua integrità: botteghe artigiane perfettamente corredate nel museo "Serafino Amabile Guastella" a Modica, una vera dimora contadina a Palazzolo Acreide, la Casa Museo "Antonino Uccello", che, nelle intenzioni del suo fondatore, dovrebbe cambiare aspetto a secondo delle stagioni, un frantoio per lolio, un palmento per il vino e una macina per il grano nei "Luoghi del lavoro contadino" di Buscemi. In questultimo museo, si può anche valutare il contrasto fra la casa del massaro che a noi appare primitiva, ma godeva in realtà di relativa agiatezza, e il tugurio del bracciante che lavorava a giornata (jurnataio), dove una famiglia di sei o sette persone doveva stringersi, insieme con le bestie, in spazi ristrettissimi. Ciò che rende davvero straordinario litinerario di questo paese-museo, è il fatto che queste strutture erano ancora in uso, precisamente in questi posti, fino a qualche decennio fa. Ancora più specifico loggetto delle esposizioni negli altri centri iblei: lopera dei pupi a Sortino, lolio, il ricamo e lo sfilato a Chiaramonte Gulfi, lemigrazione e la tessitura popolare a Canicattini Bagni, mentre la collezione personale di Nino Bruno, esposta nella sua villa-museo presso Floridia, offre anche saggi della creatività di questo originale artista. Moltissime persone, attribuendo un significato molto ristretto alla parola "cultura", pensano che essa debba o possa riferirsi solo al retaggio artistico e letterario di un popolo o a istituzioni ed attività organizzate (Università, biblioteche, musei, concerti, mostre). Particolarmente per le generazioni più giovani, esclusivamente nutricate a base di merendine confezionate e pubblicità televisiva, la visita dei musei della civiltà contadina dovrebbe essere considerata altrettanto importante di quella ad un museo archeologico o ad una pinacoteca. Il volume di Pennino e Acquaviva costituisce una fonte davvero fondamentale per gli studi sul ciclo del grano, un tempo così fondamentale per la Sicilia, definita un tempo "granaio di Roma", ed è corredato da ottime schede didattiche: uno strumento prezioso affinché tutti, e in particolare insegnanti e alunni, possano accostarsi a un mondo in gran parte ormai scomparso.