LAnnunziata, dipinto di Antonello da Messina, sembra non trovare sosta. Dopo un anno e mezzo di viaggi tra New York e Roma e in vista del restauro dellAbatellis, si prepara un viaggio verso il Museo diocesano di Milano. Anche il Satiro danzante di Mazara del Vallo, dopo un breve tempo passato nella chiesa di SantEgidio, un volo in Giappone e una permanenza al Quirinale e dall11 marzo a Parigi, rioccuperà il suo piedistallo in Sicilia attorno a metà luglio. Il prestito tra musei dei capolavori darte, soprattutto quelli ritenuti inamovibili sta suscitando polemiche in tutta Italia. Soprattutto dopo i forzati trasferimenti del Cristo morto di Andrea Mantegna dalla Pinacoteca di Brera a Mantova e adesso della Annunciazione di Leonardo da Vinci dagli Uffizi di Firenze a Tokyo. Un numero crescente di prestiti che spinge il governo a prendere misure urgenti per arginare questo fenomeno. Trasferte che da tempo stanno interessando anche alcuni capolavori siciliani. Primi fra tutti appunto il Satiro danzante ritrovato nel Canale di Sicilia nel 1998 e lAnnunziata di Antonello da Messina normalmente ospitata allAbatellis di Palermo. Motivo della polemica la preoccupazione che queste «operazioni diplomatiche» tra Soprintendenze, al posto di diffondere larte basandosi su un reciproco scambio delle opere, si traduca in operazioni che hanno solo lo scopo di favorire il politico che ne sponsorizza la trasferta, il direttore di museo che così accresce il suo prestigio, gli organizzatori, i critici, i mercanti darte e la filiera che ruota attorno agli appalti del mondo dellarte. Un giro di milioni di euro frutto del massimo vantaggio economico per lo «sfruttamento dellimmagine degli artisti». Per il pubblico della domenica, quello che dellarte coglie il lato sentimentale, quello che spende un paio di euro per visitare un museo, che affronta sacrifici per essere presente ai tanti eventi artistici, cè il rischio che questestate, venendo in Sicilia avrà ben poco da vedere. Opere, musei, tutto è in forse. Il Satiro danzante è al Louvre e lAbatellis è prossimo a chiudere al pubblico per alcuni lavori di restauro. Comunque lAnnunziata probabilmente sarà a Parigi. Per i visitatori della famosa tavoletta quattrocentesca larchitetto Scarpa creò una delle più belle sale espositive mediterranee. Lasciò che a illuminare lazzurro manto della Vergine non fosse la luce artificiale delle lampade artificiali ma lazzurro cielo siciliano penetrante di sbieco dalla finestra chiaromontana. Atmosfere e sensazioni, prestiti o non prestiti, difficilmente ottenibili altrove se non allAbatellis, nel centro storico di Palermo. Senza altre iniziative culturali di rilievo lestate museale siciliana rischia di essere un vero flop. Senza una turnazione delle opere e dei lavori della Soprintendenza, non sarà possibile sapere in tempo quali opere e monumenti saranno visitabili. Di fronte ai disagi del calo di presenze e degli introiti mancati, la Regione promette risarcimenti. Per il Satiro danzante, a esempio, al sindaco che lo ha lasciato partire sono stati concessi finanziamenti che i mazaresi avrebbero potuto ricevere comunque per diritto. A proposito dei presunti benefici provenienti dai prestiti ai musei, è emblematico il caso del Mandralisca di Cefalù, oggi a rischio chiusura. «La Fondazione Mandralisca scrive Ivan Mocciaro su "Repubblica" del 13 marzo rischia di chiudere per un pignoramento di 236 mila euro voluto della ditta che ha eseguito i lavori di restauro». Un museo indebitato malgrado il direttore abbia fatto conoscere, prestandolo a mezzo mondo, giusto il Ritratto duomo di Antonello da Messina. Una situazione grave che spinge il direttore a dichiarare di voler lanciare una sottoscrizione tra i cefaludesi per salvare il Mandralisca. Ma, allora, se questi prestiti non sono serviti a consolidare un museo come quello di Cefalù, a chi e a che cosa servono?