NON POTREBBE essere piu soddisfatto Maurizio Seracini, fiorentino, una laurea in ingegneria elettronica a Padova e in ingegneria biomedica, docente in 4 università e direttore del centro diagnostico per i beni culturali Editech. Impegnato da 32 anni nella caccia alla Battaglia di Anghiari, Seracini è stato citato nel Codice Da Vinci. «Già, l'unico personaggio reale in una fiction...», confida dal suo studio nell'università di San Diego, California, dove ha fondato il Cisa3. «L'unico centro in cui ci si potrà laureare in ingegneria applicata ai beni culturali», spiega. Ingegnere, una doppia notizia: il ritrovamento di un'opera sconosciuta di Leonardo e il rinnovato invito del ministro Rutelli al sindaco di Firenze, affinché si riprendano le ricerche del capolavoro perduto... «La scoperta di una tavola di Leonardo non mi stupisce: non si può certo dire che del genio di Vinci si conosca tutto. Mi piacerebbe vederla, piuttosto, anche perché potrebbe essere utile per la ripresa delle ricerche». A proposito, a che punto siete rimasti? «Durante l'ultima tranche delle indagini, sospese alla fine del 2002, abbiamo utilizzato georadar e ultrasuoni per verificare l'estensione e la localizzazione dell'intercapedine. La prima cosa da fare, una volta ricostituito il gruppo di lavoro, sarà terminare questo tipo di accertamento, assolutamente non invasivo». Dopodiché, ingegnere? «Il passo successivo verrà effettuato con una sofisticata apparecchiatura che stiamo mettendo a punto all'università di San Diego». Di cosa si tratta? «Abbiamo terminato lo studio di fattibilita di una macchina capace di individuare elementi chimici al di là di una parete: nello specifico della Battaglia di Anghiari, andremo a caccia dei 'minerali' contenuti nei colori utilizzati da Leonardo che, nel Salone dei Cinquecento, non ha realizzato un affresco, ma un dipinto». Quindi? «La presenza del piombo contenuto nella biacca, del mercurio presente nel cinabro riveleranno il luogo preciso in cui ha dipinto il suo capolavoro mai più visto». Tempi previsti? «Per costruire la macchina, completamente a spese dell'università californiana, occorreranno 8-12 mesi. Ma le ricerche potrebbero ripartire anche subito». Finanziamenti? «C'era uno sponsor, il signor Guinness, quello della birra. Speriamo di poterlo recuperare». Letizia Cini