La magnifica loggia di ponente che si apre lungo tutto il fianco della genovese villa Saluzzo Bombrini ha un impressionante affresco di Bernardo Castello (1557-1629) che narra la battaglia di Alessandro contro Poro re dell'India: vi compaiono, tra cavalli, soldati e ferite sanguinanti, anche alcuni elefanti assolutamente improbabili nelle forme. Questo non toglie nulla alla grandezza di Castello, ma ci incuriosisce segnalandoci che l'artista probabilmente non aveva mai visto un elefante dal vero. Anche la loggia di levante, molto danneggiata - insieme alla piccola cappella del giardino affrescata da Lazzaro Tavarone - durante il bombardamento del 1942, saranno visibili domani e dopo in occasione delle Giornate di primavera del Fai. La chicca, proposta quest'anno dal Fondo ambiente italiano e dalla presidente della delegazione genovese Claudia Scognamiglio, sarà l'apertura straordinaria per il weekend della magione non a caso detta fin dalla nascita "il Paradiso", dove sarete guidati dai qualificati volontari del Fai in cambio di appena 5 euro. Euro ben spesi per tutelare le nostre meraviglie artisti-che e naturalistiche, come la benemerita fondazione fa dal 1975. Costruita negli ultimi anni del Cinquecento su progetto dell'architetto genovese Andrea Ceresola detto il Varinone (che la progettò nella classica foggia orizzontale, a pianta rettangolare, con due logge, appunto, angolari), la villa extraurbana, ovvero destinata alla vacanza, fu pagata dal ricchissimo finanziere Giacomo Saluzzo e attrezzata del bel parco, oggi è all'italiana. Acquistata poi dai Bombrini a metà '800 e ora di nuovo venduta, è in.yia Albaro e domina la città dall'alto. Tra gli alberi del parco si ammirano la Foce e il mare; nulla resta invece della vai Bisagno per secoli visibile con i suoi orti e il fiume, come mostra un affresco sul muro dell'appartamento dove abitò ragazzo De Andre. Questo è un altro elemento che la rende sicuramente appetibile: qui, nei primi Sessanta, ha abitato, con la sua famiglia, Fabrizio De Andrè. Il magnifico pianterreno (bisognoso di restauri) è infatti diviso in due appartamenti. I De Andrè abitavano quello di levante, sotto la loggia danneggiata. La piccola stanza di Faber resta nel seminterrato e porta ancora sul muro un affresco firmato Vassallo 1961 che illustra, manco a dirlo, una band di quattro elementi. Anche questa parte della casa sarà visitabile sabato e domenica (dalle 10 alle 18). La famiglia abitava" anche il primo bel salone affrescato sul soffitto da GiòAndrea Ansaldo con "Apollo-Sole sul carro" tirato da quat tro cavalli. Torniamo alla villa con la sua lunga facciata decorata da un portale bugnato, mentre le finestre del piano, terra con architrave sono coronate da teste leonine tutte differenti tra loro. Grandiosa ed elegante si apre su un ingresso affrescato da Ansaldo: una figura allegorica dell'eternità con cerchi d'oro in mano sta al centro di una balaustrata illusionistica su cui siedono dei putti deliziosi che guardano in giù, verso di noi, ognuno reggendo una lettera. Se trovate quella di partenza leggerete: "Nihil aeternum sub sole". E il tema della caducità del tempo torna . negli affreschi dell'appartamento di sinistra. Sempre Ansaldo pare, ha affrescato il soffitto con Saturno che mangia i figli ovvero "Tempo divoratore". Intorno la solita quadratura prospettica che finge una balaustrata , e nei riquadri scorrono immagini dedicate alle età della vita, dalle donne che fasciano un bimbo a quel bimbo diventato anziano nell'ultima figura. Più bello ancora il salone del secondo piano, quasi totalmente restaurato 'dai nuovi proprietari che vi tengono gli uffici. Lazzaro Tavarone, che era nato a Genova nel 1556 e, guarda caso, era stato per un periodo allievo, insieme a Castello, di Luca Cambiaso (di cui è in corso la mostra a palazzo Ducale) ha affrescato sul soffitto del salone un fantastico "Ingresso trionfale di Alessandro Farnese in Anversa". Sui lati e nelle nicchie putti e regnanti e poi una scritta: Genova e Spagna, nel nome di un'alleanza di cui Tavarone sapeva qualcosa. Era infatti stato all'Escoriai a lavorare con Cambiaso e di ritorno dalla Spagna ebb' l'incarico di decorare villa Saluzzo. Aperte tutte e quattro le proprietà liguri del Fai. A Genova, la Barberia Giacalone con i suoi straordinari decori liberty (Vicolo dei Caprettari, 14 r), aperta domani e domenica, 9-18. Da Camogli si può raggiungere in battello l'Abbazia di San Fruttuoso splendidamente restaurata anche all'interno. Ci si va a piedi anche da Portofino Vetta o San Rocco (domani e domenica, ore 10-18). A Lavagna è aperta, sempre1 tra le 10 e le 18, Casa Carbone, Via Riboli, 14. Infine a Rapallo, località San Michele di Pagana, la Torre di Punta Pagana raggiungibile a piedi attraversando il cimitero oppure con il sentiero che porta al belvedere (Domenica ore 10 -18).