NAPOLI. «Se mi offrissero l'incarico di rilanciare gli Scavi? Beh, riaffiderei all'architetto Francesco Venezia, che vive a Napoli, il compito di realizzare finalmente appieno il Luna park archeologico a Pompei, quell'importante progetto che avevamo ideato insieme quando ero al ministero dei Beni culturali e che poi si è arenato sebbene godesse del pieno consenso di tanti imprenditori». Un Luuna park archeologico. Da realizzare in un'area ("Giàindividuata) proprio a ridosso a quella di 66 ettari che attualmente ospita gli Scavi. Un Luna park. Il professor Vittorio Sgarbi non scherza affatto. Né, la sua, è solo una suggestiva provocazione, il progetto, qualcuno lo ricorderà, esiste davvero. Concreto e praticabile. Negli Scavi di Pompei sta accadendo di tutto. «Si tratta di un'area molto difficile, assai vasta e complicata. Non c'è dubbio che alcune zone si ritrovano trascurate per carenza di manutenzione». Il difetto più grave? «La facile e diffusa accessibilità, nonostante gli accorgimenti». Una delle colonne della casa di Obellio Firmo è stata trovata frantumata: che ne pensa? «Se si esclude la tesi del sovrintendente, che parla di cause esterne...». Lei non crede all'intimidazione? «Mi sembra una tesi troppo rassicurante. Quella che meglio assolve la sovrintendenza. Vorrei che avesse ragione. Perché, se davvero c'è stato chi l'ha fatto apposta, mica avrebbe senso polemizzare troppo. Né avremmo troppo da rimproverarci». E quindi? «Penso che incidenti del genere facciano purtroppo parte dell'ordinaria amministrazione». È normale che si frantumino i preziosi reperti? «È possibile. Specie quando, come attualmente accade a Pompei, sono in atto tanti interventi di restauro che si svolgono contemporaneamente e, per colpa delle note carenze, non è possibile fornire il massimo delle garanzie pensabili». Restano episodi gravi. "Certo, ma non ne farei una tragedia». Secondo i sindacati, mancano quasi 500 custodi negli Scavi «Bisognerebbe investire nella tutela dei Beni culturali, ma per farlo occorre che si operino scelte e cambi sostanziali nei capitoli di bilancio statale». Che vuol dire? «Che per l'obsoleta struttura dello Stato italiano le emergenze continuano a essere il Libano o il Kosovo: lì manteniamo soldati a guardia dei luoghi di culto». Insomma: meno spese militari e più soldi per la cultura. «In Italia sembriamo il paese dei giocattoli: sopportiamo spese militari goffe e sproporzionate». Che Paese vorrebbe? «Vorrei che i Beni culturali diventassero priorità. Basterebbe ridurre di un poco le spese per l'acquisto di carri armati». Non divampa dibattito, su questi temi «Peccato. Ci sarebbe bisogno di una riflessione originale, seria, profonda, per la cultura, non condiziona ta. Certo, se parlasse così un ministro di sinistra, tutti lo accuserebbero di anti-americanismo. Uno come Fini, invece, potrebbe farlo». Soldi spesi male: ma solo in campo militare? «No, le spese ingiustificate esistono anche in altri comparti». Che futuro vede per Pompei? «Farei di tutto per accrescerne il potere attrattivo. L'idea del Luna park archeologico risponde a questa esigenza: far divertire i visitatori, accostandoli allo splendore di quei reperti».
Pompei. Sgarbi: Atto intimidatorio? Sarebbe troppo semplice
L'architetto Francesco Venezia ha espresso il desiderio di rilanciare gli Scavi di Pompei, un progetto che aveva iniziato a lavorare con il professor Vittorio Sgarbi. Il progetto prevede la realizzazione di un luogo di intrattenimento archeologico, chiamato "Luuna park", in un'area di 66 ettari vicino agli Scavi. Sgarbi ha sostenuto che il progetto è concreto e praticabile, ma che gli Scavi di Pompei stanno subendo problemi di manutenzione e accessibilità. Ha anche parlato di un episodio di vandalismo, in cui una colonne della casa di Obellio Firmo è stata trovata frantumata.
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