Axum, l'Etiopia può attendere. Ancora un po'. Anche se non si sa bene quanto. Di certo, per ora, c'è solo che l'antico obelisco che ancora staziona davanti alla sede della Fao, resterà lì per un altro mese, almeno. 19 agosto: ovvero oggi. Era questa la data stabilita per la fine dei lavori di «disarticolazione», detto in parole povere la divisione in tre tronconi della stele, necessaria per trasportare in aereo il monumento fino al paese africano di provenienza. La data è registrata sul cartello posto davanti al cantiere. Inizio lavori: 12 maggio. Durata: 100 giorni Che cosa è successo? La ditta che si è aggiudicata l'appalto, la Lattanzi s.r.l di Roma, in caso di ritardo deve richiedere, una proroga,. che l'ente appaltante - in questo caso il Provveditorato alle Opere Pubbliche del Lazio, ovvero il ministero delle Infrastrutture e Trasporti - può, se vuole, concedere con un atto ufficiale. Così dice la legge. E così è accaduto. La richiesta di proroga c'è stata. L'atto ufficiale dì slittamento a dire il vero non è stato ancora formalizzato. Ma dal ministero assicurano che non ci sarà nessun impedimento a concederlo: «La ditta non c'entra nulla - si spiega - esistono motivazioni tecniche oggettive e plausibili che hanno causato il ritardo. Si tratta d'altronde di un'operazione ingegneristica complicata nei dettagli e sono sorti alcuni problemi per un tipo di intervento mai realizzato in precedenza». Si parla dì «affinamenti tecnologici», di «fisiologici aggiustamenti», di «particolare cura per lo stato della pietra» e di «richieste specifiche da parte dell'Icr, l'Istituto centrale per il restauro che vigila sull'intera operazione. «D'altronde - dicono ancora al Ministero - due o tre settimane in più non sono nulla se servono per azzerare completamente ogni rischio nell'operazione». Stessa giustificazione da parte della ditta, che conferma le difficoltà di un'operazione tecnicamente «delicatissima». Lo smontaggio («che di questo si tratta, non di taglio: visto che l'obelisco era già stato diviso in tre pezzi all'origine») si farà, assicurano: al massimo entro la fine di settembre. E poi? Poi l'obelisco diviso in tre (anzi, «disarticolato») andrà a riposare in un magazzino della Polizia di Stato, scelto per motivi logistici nelle «immediate vicinanze dell'aeroporto di Fiumicino», E lì, «sarà controllato a vista», in attesa dell'ultimo agognato viaggio verso casa. Su quanto tempo ci resterà, nel magazzino, nessuno al ministero delle Infrastnitture azzarda previsioni «Chi lo sa, magari un solo giorno. Comunque del trasporto in Etiopia si sta occupando il ministero degli Esteri». Ma perché, una volta «disarticolato», non viene subito spedito in Etiopia, invece di sostare in magazzino? Due le risposte, entrambe targate ministero ed entrambe «ufficiose». La prima: «Per motivi tecnici, per verificare...» ecc. La seconda: «In attesa che ci siano i soldi». 1937: dall'Etiopia la stele (III secolo dopo Cristo) giunge a Roma via mare per volere di Mussolini. Ricostruita in piazza di Porta Capena, è alta 24 metri e pesa 160 tonnellate. 1947: un trattato di pace contiene la promessa di restituzione del monumento al paese africano. Decisione ribadita in un secondo accordo del 1956 1997: il presidente della Repubblica Scalfaro sigla un terzo accordo, saltato per via del conflitto Etiopia-Eritrea. 27 maggio 2002: la stele è colpita da un fulmine che danneggia la parte superiore. Inizia il restauro, finito lo scorso maggio. 19 luglio 2002: il Consiglio dei Ministri decide la definitiva restituzione del monumento, nonostante le resistenze di An. A settembre il ministro Urbani dichiara: «La prossima estate l'obelisco sarà in Etiopia».
Axum, l'Etiopia può attendere
L'obelisco di Axum, in Etiopia, resterà davanti alla sede della Fao per altri un mese, almeno, a causa di ritardi nella sua disarticolazione. La ditta Lattanzi s.r.l. di Roma si è aggiudicata l'appalto per il trasporto, ma il lavoro è stato ritardato a causa di problemi tecnici e fisiologici. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha concesso una proroga, ma l'atto ufficiale non è ancora stato formalizzato. L'obelisco sarà smontato e trasportato in Etiopia entro la fine di settembre, ma il suo destino è ancora incerto. Il ministero degli Esteri si occupa del trasporto, ma non si sa quando l'obelisco sarà spedito in Etiopia.
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