Lunico a non andarci è proprio lui, Sergio Cofferati: «Pranzò da noi quando era sindacalista, da sindaco mai. Magari lo inviteremo». Quello del ristorante Cesarina, numero 19 di Piazza Santo Stefano, da trentanni è il dehors della politica dagosto. Conciliabolo di riunioni private e colazioni di lavoro di fronte a un fritto misto o a una ascè di vitello. Da qui passano tutti. Romano Prodi, nelle domeniche destate, ci pranza con la famiglia. Il ministro delle politiche agricole Paolo De Castro è di casa tutti i week end. Lex sindaco Giorgio Guazzaloca è un habitué. Un pezzo di storia che ora, in base al nuovo piano restrittivo elaborato da Comune e Soprintendenza per regolamentare le verande esterne ai locali, rischia di scomparire. La Cesarina rientra infatti nella zona numero 1, dove è «vietato qualsiasi tipo di dehors». Ma la proprietaria, Pina Cappuccini, non ci sta: «Io ho già detto che il dehors non lo smonto. Piuttosto faccio ricorso al Tar, come hanno fatto altri». Minacce a parte, cè sconcerto tra gestori del locale. «Noi fino al 30 aprile abbiamo il permesso di montare la nostra veranda - spiega la proprietaria - poi vedremo. Ma a rimuoverla non ci penso nemmeno». Prima di tutto per i costi: 3mila euro solo per metterla in piedi. Una struttura pesante, tipologia 7 secondo il regolamento comunale, il penultimo gradino tra quelle più impattanti. Nel 2002, quando fu progettata, «costò oltre 80 milioni di lire». Al suo interno ci stanno settanta coperti: «Se lo immagina il danno economico se non potessimo aprire allaperto?» Ma il danno finanziario centra fino a un certo punto. «Noi siamo una parte della storia della piazza. Siamo qui dal 1906, con cinque gestioni diverse. Abbiamo una veranda esterna da trentanni. Siamo un baluardo contro il degrado. E non abbiamo mai avuto nessun problema, fino a oggi». Una storia fatta di personaggi celebri. Pezzi di Bologna che si sono seduti ai suoi tavoli. Uno dei clienti abituali è Lucio Dalla. Per lui pranzo leggero e una predilezione proprio per quel dehors: «Viene da noi spesso. Sta sempre allesterno, appena la stagione lo permette. Se gli dicessi che non lo montiamo più mi chiederebbe se per caso sono impazzita. E gli darei ragione». Il ricordo più intenso però, in trentanni di dehors, resta uno. «Non ci sono dubbi», annuisce la proprietaria. Risale al 1991, quando sotto i tendoni della sua veranda pranzò Giovanni Falcone: «Mangiò di fronte alla piazza con la sua scorta - ricorda la proprietaria - Forse lultima volta che fu a Bologna».
Bologna. Rischia lo sfratto anche la Cesarina
La Cesarina, un ristorante di Piazza Santo Stefano a Bologna, ha un dehors che rischia di essere chiuso a causa di un nuovo piano restrittivo del Comune. La proprietaria, Pina Cappuccini, non intende smontare la veranda, che è stata installata per trentanni, e ha già deciso di ricorrere al Tar. Il dehors è stato installato nel 2002 e costò oltre 80 milioni di lire. La Cesarina è un luogo storico e popolare, con clienti come Lucio Dalla e Giovanni Falcone, che hanno mangiato lì in passato. La proprietaria ritiene che la chiusura del dehors sia un danno economico per il locale e per la piazza.
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