Nuovo rinvio, stavolta di dieci giorni, per il piano dehors approvato in giunta il 20 marzo e già contestato dalle associazioni dei commercianti, dai quartieri del centro storico e da Alleanza nazionale. Lassessore Maria Cristina Santandrea parla di "pausa di riflessione" dopo aver ascoltato Ascom e Confesercenti irritate per essere state informate a cose già decise. Il nuovo piano prevede che in Santo Stefano siano vietate tutte le strutture. Rischia così lo sfratto il ristorante Cesarina, il "dehors della politica" frequentato anche da Sergio Cofferati (ma ai tempi della Cgil), la cui titolare minaccia: «Noi non smontiamo nulla, daremo battaglia legale al Tribunale amministrativo regionale». La Pioggia di no al piano dehors costringe lassessore al Commercio Maria Cristina Santandrea a decidere una «pausa di riflessione» di dieci giorni. Ancora uno stop per la delibera adottata in giunta il 20 marzo e contestata dai commercianti e dai presidenti dei quartieri del centro storico. E il deputato Enzo Raisi di An chiede lintervento del sindaco per fermare tutto. Ieri mattina lassessore ha incontrato in Comune le categorie e si è presa altri dieci giorni di tempo. Nei fatti è lennesimo rinvio di un piano di cui si discute da mesi. «Abbiamo molto da dire anche nel metodo: inaccettabile. Non possono decidere poi chiamarci a cose fatte» dice Loreno Rossi di Confesercenti. Non piace ai commercianti il giro di vite con deroghe "particolari" per le quali ad esempio nella sola piazza Galvani è possibile mettere ombrelloni. «Bisogna modificare il provvedimento ed estendere la possibilità di realizzare ombrelloni, pedane e barriere di delimitazione - dice Gian Carlo Tonelli di Ascom - perché non solo rappresentano elementi di qualificazione urbana, ma garantiscono anche sicurezza». La delibera infatti prevede che in gran parte del centro storico si possano sistemare davanti ai bar solo tavoli e sedie senza nessuna struttura né copertura. «Un testo che ci penalizza troppo e non fa distinzione tra bar e ristoranti» dice Pier Luigi Sforza di Assocentro. «Il piano dellassessore è stato condizionato dalla Sovrintendenza che ha una visione, diciamo, un po antica» aggiunge Carmelo Adagio, presidente del San Vitale. I Quartieri incontreranno i commercianti il 3 aprile. Intanto Raisi di An invia una lettera aperta a Sergio Cofferati affinché blocchi il nuovo regolamento comunale sui dehors. Un appello («non politico», ha precisato linteressato) per correggere un provvedimento che, secondo il deputato-consigliere di An, «produrrà effetti devastanti sia sul piano economico, per i danni subiti dalle imprese commerciali, sia sul piano del degrado per quanto concerne il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini». Infatti, secondo Raisi, negli anni scorsi la presenza dei dehors «consentì di riqualificare alcune aree del centro isolate o terreno di spacciatori, come ad esempio via Orefici».
Bologna. Nuovo rinvio sui dehors, a rischio la Cesarina
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Il piano dehors approvato in giunta il 20 marzo è stato rinviatò di dieci giorni a causa delle proteste delle associazioni dei commercianti, dei quartieri del centro storico e di Alleanza nazionale. L'assessore Maria Cristina Santandrea ha deciso una pausa di riflessione per ascoltare le categorie. Il nuovo piano prevede che in Santo Stefano siano vietate tutte le strutture, il che potrebbe portare allo sfratto del ristorante Cesarina. La titolare minaccia di dare battaglia legale al Tribunale amministrativo regionale. I commercianti e i presidenti dei quartieri del centro storico hanno espresso irritazione per essere stati informati a cose già decise.
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