"L'arciprete Manganini ha ragione: bisogna interrare il cantiere della Fabbrica del Duomo». Il vice sindaco Riccardo De Cerato fa eco all'appello dell'arciprete del Duomo, Luigi Manganini, per riqualificare l'area del cantiere della Cattedrale. A tutt'oggi, infatti, oltre alla grande impalcatura che nasconde la facciata, lungo il lato destro della Chiesa sono collocate diverse «baracche» per il deposito dei materiali, accompagnate da una staccionata in assi di legno di tre metri di altezza che ne circonda tutto il perimetro. «Non è accettabile che il cuore della città sia soffocato dalle impalcature e dalle lamiere - prosegue De Corato -Abbiamo un progetto per interrare buona parte delle attrezzature, ma la Soprintendenza ci blocca. Non vogliono farci scavare attorno alla Cattedrale: si teme che vengano alla luce reperti archeologici della Milano romana, romanica e medioevale... Evidentemente alla Soprintendenza vedere il Duomo costantemente ricoperto dalle lamiere non dà nessun fastidio. Eppure anche il ministro Urbani ci dà ragione». E anche ieri, in un intervista al Corriere della sera il sindaco Albertini ha rinnovato l'impegno personale per risolvere la questione del Duomo «impacchettato dai cantieri». Secondo il direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo, l'ingegnere Benigno Morlin Visconti, che del cantiere e delle impalcature è il diretto responsabile, è ora che si arrivi ad una soluzione che garantisca il giusto decoro di tutta la piazza. «La Fabbrica lavora da più di un secolo e quello della cattedrale non potrà mai considerarsi un cantiere chiuso - spiega Morlin Visconti -. Bisogna trovare delle soluzioni a lungo termine che tengano conto delle esigenze di tutti, anche di chi lavora,, ma non si può accettare un Duomo così impresentabile. Abbiamo studiato diverse soluzioni, ma quella dell'interramento sembra la migliore: siamo anche disposti a realizzare una zona ad hoc per i reperti archeologici che potrebbero venire alla luce. Ma la Soprintendenza non ne vuole sapere». Per l'ex-sindaco Marco Formentini, che per primo si era occupato del problema del degrado della piazza, occorre una presa di posizione decisa. «La Soprintendenza blocca ogni intervento sulla città, ma si può sempre riuscire ad arrivare ad un compromesso. Certo che serve la volontà politica di risolvere la questione. Oggi mi sembra che si sia abbassata molto l'attenzione intorno al Duomo». Ma la questione dell'interramento, a cui si oppone fortemente la Soprintendenza, non convince lo storico dell'arte ed ex assessore comunale alla cultura, Philippe Daverio, che suggerisce altre soluzioni. «Il Duomo e un sito a massima densità archeologica, scavare attorno alle fondamenta potrebbe non essere una buona soluzione. Meglio spostare una parte del cantiere in una zona più nascosta». Per il critico e storico dell'arte Rossana Bossaglia, che nei giorni scorsi aveva avanzato l'idea di rappresentare le immagini della storia del Duomo sulle impalcature, quello della Cattedrale non è un cantiere qualunque. «Bisogna ricordare che oltre ad un monumento, stiamo parlando di un'istituzione per Milano e per i milanesi. Scavare nella piazza? Non credo sia la cosa migliore, ma si può e si deve fare tanto per migliorare il decoro di tutta la zona».
Il cantiere del Duomo deve essere sistemato
L'arciprete Manganini e il vice sindaco De Cerato chiedono di interrare il cantiere della Fabbrica del Duomo per riqualificare l'area. Il cantiere è stato bloccato dalla Soprintendenza per paura di scoprire reperti archeologici. Il ministro Urbani e il sindaco Albertini sostengono l'interramento. L'ingegnere Morlin Visconti spiega che la soluzione migliore è l'interramento e la creazione di una zona per i reperti archeologici. L'ex-sindaco Formentini sostiene che la Soprintendenza blocca ogni intervento sulla città, ma si può arrivare ad un compromesso. Lo storico dell'arte Daverio suggerisce di spostare il cantiere in una zona più nascosta.
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