Sono nella cultura le basi del progetto di unità europea a cui si è dato avvio nel 1957 con i Trattati di Roma. È da questa certezza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano che ha preso forma la mostra Capolavori dellarte europea, che ne celebra il cinquantesimo anniversario, allestita nel salone dei Corazzieri, il più vasto del Quirinale con i suoi 470 metri quadrati, fantasticamente affrescato intorno al 1616 da Agostino Tassi, Giovanni Lanfranco e Carlo Saraceni e ora aperto al pubblico. È qui che fino al 30 maggio hanno trovato posto i dipinti e le sculture inviate dai 27 paesi che oggi fanno parte dellUnione, opere che vogliono evocare la storia artistica di queste nazioni, presentate da Luca Ronconi con una scenografia semplice ed essenziale: grandi cavalletti da studio dietro ai quali si intravedono le casse del trasporto e sui cui è appoggiata la bandiera del paese prestatore. Non essendoci un vero tema e poiché si attraversano cinquemila anni di storia del Vecchio Continente le scelte possono apparire opinabili anche se il curatore, il consigliere Louis Godart, ha cercato di trovare un filo partendo da un cratere che raffigura "Il ratto di Europa", probabilmente eseguito a Paestum intorno al IV secolo avanti Cristo, firmato Asteas, restituito allItalia dal Getty di Malibu, simbolo dellillegale spoliazione del Bel Paese. È intorno a questo raffinato vaso dalla vernice ancora lucente che ruotano la Donna sdraiata di Egon Schiele in rappresentanza dellAustria, Il compianto di Cristo di Antoon van Dick per il Belgio, Il pensatore di Rodin per la Francia, Jakob Muffel di Dürer per la Germania, Composizione con griglia 3 di Mondrian per lOlanda, Larrivo di Luigi Filippo a Portsmouth di William Turner per lInghilterra, La veduta del giardino di Villa Medici di Velàzquez per la Spagna. Ma anche il tesoro di Preslav per la Bulgaria, la Kore del VI sec. a. C. direttamente dallAcropoli di Atene per la Grecia, la Fat Lady del III millennio a. C. di Malta. E ancora dipinti di Ciurlonis (Lituania) o Yeats (Irlanda)... Il tutto sotto lo sguardo vigile del ritratto di gentiluomo di Tiziano, arrivato per lItalia dal fiorentino Palazzo Pitti. È una gran bella veduta, sia pur parziale, sullEuropa, sulle basi culturali dei concetti di democrazia e tolleranza. Poche volte lantico e il contemporaneo hanno trovato una perfetta simbiosi come accade per Luce di pietra, quattordici installazioni di artisti italiani e francesi sparse in alcuni dei luoghi simbolo della città eterna: Palazzo Farnese, sede dellambasciata di Francia, Villa Medici, la chiesa di San Nicola dei Lorenesi e la chiesa di San Luigi dei francesi. E la contemporaneità che saluta il trattato di Roma entrando nella classicità rinascimentale ma senza provocare ferite o distacchi, con il massimo rispetto tanto che Enzo Cucchi non è voluto entrare allinterno di quello scrigno di meraviglie che è Palazzo Farnese: si è fermato sulla soglia, dove ha collocato un cilindro di marmo su cui sono raffigurati una casa e un teschio, che si illumina allarrivo della notte. Ed è la luce che lega le installazioni di questo percorso curato da Henry-Claude Cousseau, direttore dellEcole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, in collaborazione con Marcello Smarrelli, promossa dallAmbasciata di Francia in Italia, e fino al 15 aprile visibile a partire dal tramonto. Si aprono dunque al pubblico le porte di Palazzo Farnese che ora ha la facciata accesa dalle proiezioni di Michel Verjux mentre nel cortile centrale, disegnato da Michelangelo, Jannis Kounellis ha piazzato un cannone di luce che mostra corvi trafitti da frecce ed esalta il carattere drammatico dellarchitettura che al primo piano è infiammata da un faro di Micol Assael. Al contempo la celeberrima galleria col Trionfo di Bacco e Arianna di Annibale Carracci è diventata unalcova di veli di Claude Lévêque e lo studio dellambasciatore un teatro dombre di Christian Boltanski. E i sotterranei del Palazzo, solitamente inaccessibili, sono popolati dalle installazioni di giovani artisti: Elisabetta Benassi, Nathalie Junod Ponsard, Patrick Tuttofuoco, Laurent Grasso, Yann Toma. È un cammino che prosegue tra San Nicola dei Lorenesi (Anselmo), San Luigi dei Francesi (Sarkis) e Villa Medici dove Jean-Baptiste Ganne ha riempito la cisterna romana con centomila monete da dieci centesimi di euro. È forse la moneta unica il vero simbolo dellUnione?