Cinquemila anni di storia europea attraverso le opere più rappresentative delle 27 nazioni dell'Unione, un viaggio di eccezionale interesse e di enorme significato storico che si snoda attraverso un patrimonio artistico segno tangibile del successo dell'integrazione. È questo il significato della grande esposizione dei «Capolavori dell'arte europea», allestita al Quirinale da domani al 20 maggio nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni dei Trattati di Roma. Un itineraio che si apre, cronologicamente, con la statuetta della Madre Terra di Malta del III millennio avanti Cristo e si chiude con «Profezia su Venezia», dipinto di Kirkeby del 1976, proveniente dalla Danimarca. L'esposizione sarà inaugurata oggi dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, dal presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso, dai presidenti di tutti i Parlamenti dei Paesi dell'Unione e dai rispettivi ministri della Cultura. La cura è del consigliere per la Conservazione del patrimonio artistico della Presidenza della Repubblica, Louis Godart. Complessivamente sono 28 le opere proposte, tra cui dipinti di Tiziano, Dürer, Velazquez, la Madre Terra da Malta, la Kore dall'Acropoli di Atena, una grande scultura di Rodin: a queste si aggiunge il magnifico vaso di Asteas, raffigurante il «Ratto d'Europa», simbolo della comune appartenenza e recuperato dai carabinieri del servizio di Tutela del patrimonio culturale due anni fa. «L'idea di questa mostra - sottolinea Giorgio Napolitano nel suo messaggio -nasce dalla convinzione che le basi culturali del progetto di unità europea cui si è dato avvio nel 1950 e, soprattutto, nel 1957 con i Trattati di Roma, costituiscano un fattore essenziale della sua forza e del suo successo». «È una delle poche esposizioni -precisa il consigliere del Presidente, Pasquale Cascella - allestite al Piano Nobile, nel salone dei Corazzieri, a sottolinearne la particolare solennità delle celebrazioni. In questa sala pulserà il cuore dell'arte europea». Ma, naturalmente, i riflettori sono puntati sulla storica firma avvenuta in Campidoglio. «Il rilievo dell'iniziativa - dice il direttore generale del Ministero per i beni culturali, Giuseppe Proietti - ribadisce l'importanza della firma dei Trattati nella storia d'Italia e del Continente, dove la dimensione culturale è il terreno comune, il forte tessuto connettivo tra le nazioni. Migliaia di anni di storia uniscono più di quanto abbiano diviso in passato». A rappresentare l'Italia è il «Ritratto di gentiluomo», detto anche «L'uomo dagli occhi verdi», il capolavoro di Tiziano. Dalla Grecia arriva la «Kore» dell'Acropoli di Atene. Da Bulgaria, Cipro e Romania le opere del periodo bizantino. Mentre Germania e Belgio hanno scelto di raccontare l'Europa dal Rinascimento al Seicento. Gran Bretagna, Svezia, Finlandia e Polonia sono rappresentati da opere dell'Ottocento. Francia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo, Paesi Bassi, Slovacchia, Lussemburgo, Estonia, Manda, Slovenia e Danimarca hanno inviato opere del Novecento tra cui «Il pensatore» di Auguste Rodin.
L'Europa raccontata dall'arte
La mostra "Capolavori dell'arte europea" sarà inaugurata al Quirinale il 20 maggio e sarà aperta fino al 20 maggio. L'esposizione presenterà opere rappresentative delle 27 nazioni dell'Unione europea, che si snoderanno attraverso un patrimonio artistico tangibile del successo dell'integrazione. La mostra sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso e dai presidenti dei Parlamenti dei Paesi dell'Unione. La cura della mostra è stata affidata al consigliere per la Conservazione del patrimonio artistico della Presidenza della Repubblica, Louis Godart.
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