POMPEI. I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche si sono recati ieri negli negli Scavi di Pompei per esaminare il cantiere di restauro della casa di Obellio Firmo, dove una colonna del giardino è stata trovata abbattuta l'altro giorno. L'area del cantiere è stata posta sotto sequestro dai militari della stazione di Pompei, guidati dal maresciallo Vittorio Manzo. Occorreranno alcuni giorni per conoscere i risultati delle analisi del Ris e poter stabilire con certezza l'origine del danno. Alla prima ipotesi di un atto di vandalismo a scopo intimidatorio - del quale avevano parlato in un primo momento il soprintendente archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo ed il direttore degli Scavi Antonio D'Ambrosio - si è aggiunta la pista degli investigatori di un danno accidentale, forse provocato dal crollo di un'impalcatura che era vicina alla pesante colonna di tufo. Oggi i carabinieri effettueranno un nuovo sopralluogo alla casa di Obellio Firmo alla presenza del Soprintendente Guzzo. Intanto per il city manager degli Scavi di Pompei, Luigi Crimaco, i danni alla colonna del giardino della casa di Obellio Firmo «sono probabilmente di natura accidentale. Sono giunto a questa convinzione - afferma Crimaco - non solo sulla base del lavoro di professionisti delle indagini quali sono i carabinieri, ma anche tenendo conto di quanto mi ha riferito uno dei responsabili della ditta incaricata del restauro della casa di Obellio Firmo». Anche l'ipotesi di un eventuale sabotaggio, frutto di tensioni tra il personale del sito archeologico, viene scartata dal city manager. «Un gesto del genere sarebbe contro gli interessi del personale. La conclusione da trarre, infatti, sarebbe che - in presenza di una vigilanza insufficiente - bisognerebbe fare ricorso ai privati. Una soluzione che, personalmente, non prendo in considerazione. L'ultimo danneggiamento non fermerà - annuncia Crimaco - il piano di apertura al pubblico di altre Domus romane. Per Pasqua potrebbero essere visitabili altre 10 antiche case romane». Le reazioni sull'accaduto, intanto, non mancano. In particolare i Ds esprimono «preoccupazione per la situazione degli Scavi di Pompei». hi un comunicato la federazione provinciale di Napoli chiede alla Procura di Torre Armunziata, alla Direzione investigativa antimafia ed alle forze dell'ordine di «non sottovalutare nessun elemento e di rafforzare le attività di prevenzione. Gli ingenti investimenti previsti per l'area di Pompei e le ricadute sul territorio possono scatenare gli appetiti della camorra - prosegue il comunicato dei Ds - occorre vigilare e muoversi con la massima energia e con una forte sinergia istituzionale». I Ds annunciano iniziative a tutela del sito archeologico. Intanto la Soprintendenza archeologica di Pompei comunica che, per la convocazione dì un'assemblea sindacale da parte di Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Flp, Intesa, questa mattina gli Scavi di Pompei potrebbero restare chiusi dalle 8,30 alle 10,30. Al termine delle assemblee l'attività dei siti archeologici riprenderà normalmente.