A Pompei arrivano i celebri Ris. Il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri sono entrati ieri mattina negli Scavi per esaminare da vicino la colonna del giardino di Obellio Firmo, trovata a terra e a pezzi lunedì mattina. Ci vorrà poi qualche giorno per sciogliere il 'giallo' e sapere se si è trattato di intimidazione malavitosa come sospetta il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo o di un fatto accidentale, come propende il city manager, Luigi Crimaco. La vicenda è in ogni caso allarmante, segno di un degrado che non solo circonda l'area archeologica la più visitata d'Italia con due milioni di presenze all'anno , ma è entrato anche dentro la città sepolta dall'eruzione del 79 d.C. All'attacco sono soprattutto i sindacati che chiamano in causa il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ma anche il precedente governo di centrodestra, per la mancanza di organico: mancano 400 addetti e ci sono solo 20 custodi che vigilano di notte su un'area di 26 ettari. «È una situazione pericolosa da affrontare, una vicenda allarmante dice Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil beni e attività culturali . Il ministro Rutelli proponga un piano straordinario mettendo tutti attorno a un tavolo per stabilire le risorse, il personale e gli interventi urgenti per Pompei». Non ha dubbi, il sindacalista: negli Scavi c'è una vera aggressione della malavita organizzata che si aggiunge allo strisciante degrado: «Si è commesso aggiunge un atto affinchè qualcuno intenda e questo aspetto, se dovesse essere confermato, fa assumere a tutta la vicenda connotati allarmanti per quanti a Pompei e negli scavi si battono per la legalità per il rispetto delle regole». «Non è possibile rileva far ricadere eventuali responsabilità sugli addetti che, ricordo, negli scavi lavorano in condizioni di estrema precarietà. Vi sono responsabilità della politica poiché conclude a fronte di un impegno economico stimato in oltre 250 milioni di euro per realizzare tutti gli interventi di tutela, conservazione, restauro e sicurezza il precedente governo invece di impegnarsi a trovare tali risorse ha tagliato dai fondi dell'autonomia di Pompei 30 milioni di euro». Intanto, mentre la Soprintendenza annuncia il restauro della colonna crollata, ci si interroga sugli appetiti scatenati dalle risorse messe in campo per i restauri (anche con i tagli si tratta di una 'torta' stimata in oltre 100 milioni di euro nel prossimo biennio). A Pompei sono, infatti, ben 45 i cantieri aperti nell'area degli Scavi: si va da case famose come di Marco Lucrezio Frontone alla Casa dei gladiatori, dalle Terme del Foro, alla casa di Vasaio Zozimo. E proprio oggi apre l'orto botanico, 800 metri quadrati in cui sono raccolte tutte le specie vegetali (dagli alberi da frutta alle erbe medicinali, dagli ortaggi alle piante sacre) che vivevano nella Pompei dell'eruzione. Perciò non ha dubbi un esperto archeologo come Antonio De Simone che ha a lungo lavorato come dirigente dei progetti finanziati dallo Stato: «E' un episodio doloso». E ricorda come in passato suscitò grande sconcerto la scomparsa di preziosi reperti e il danneggiamento di statue e calchi, senza che fosse mai stato trovato il responsabile. Clamoroso fu il furto degli affreschi provenienti dalla Casa dei Casti Amanti nel 2003 e trovati dopo qualche giorno in un cantiere, già imballati e pronti per un misterioso acquirente, forse europeo. Una siturazione piena di ombre e sospetti proprio mentre la Rai ha appena finito di celebrare con la miniserie Pompei il sito archeologico più bello del mondo, con gli affreschi parietali che hanno ispirato i decoratori e sono stati riportati pari pari nei palazzi di Hammamet in Tunisia in cui la fiction è stata girata (protagonisti Andrea Osvart, Lorenzo Crespi e Maria Grazia Cucinotta) per raccontare losche trame, crimini e delitti ma anche una grande storia d'amore negli ultimi giorni della città dell'impero romano. E proprio mentre il presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo, punta il dito sull'ospitalità di Pompei. Con parole di fuoco: «Se vai nell'area archeologica più visitata al mondo, quando esci non c'è un negozio, non c'è un albergo. E allora ti chiedi: come è possibile?».
L'ombra della camorra su Pompei. Colonna distrutta, al lavoro i carabinieri del Ris. Si teme un 'avvertimento'
I carabinieri hanno iniziato a esaminare la colonna del giardino di Obellio Firmo a Pompei, trovata a terra e a pezzi. La vicenda è allarmante e segna un degrado che non solo circonda l'area archeologica, ma anche la città sepolta dall'eruzione del 79 d.C. I sindacati chiamano in causa il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, per la mancanza di organico e la situazione pericolosa. Il sindacalista Gianfranco Cerasoli sostiene che c'è una vera aggressione della malavita organizzata e che la politica ha responsabilità per il degrado.
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