C'è il pericolo di un secondo "caso velodromo" COME potrebbe diventare il Flaminio? In attesa di conoscere eventuali nuove ipotesi per l'ampliamento dello stadio romano, analizziamo la proposta presentata lo scorso gennaio al Campidoglio dagli architetti Pierluigi Nervi, Francesco Fedele ed Emilio Guazzone. L'idea è quella di portare la capienza dell'impianto da 24mila a 37mila posti, creando un secondo anello sotto le tribune attualmente esistenti. Abbassando il terreno di gioco di 5 metri circa (per evitare il rischio di trovare falde acquifere sotterranee è impossibile scavare oltre), si potrebbero aprire i locali attualmente interrati, trasformandoli in nuove gradinate. A questo lavoro, dovrebbe seguire l'eliminazione della tamponatura tra i pilastri che oggi reggono le tribune, creando un effetto visivo per far sembrare il Flaminio sospeso nel vuoto. In questo modo si ricaverebbero 13mila nuovi posti a sedere. L'idea di Nervi è cristallina, meno chiara è la situazione riguardante la possibilità di intervento sullo stadio a partire dal 2008. Il Flaminio, progettato da Pierluigi (nonno dell'omonimo architetto autore della recente proposta di ampliamento) e Antonio Nervi, fu ultimato nel dicembre del 1958 e inaugurato il 18 marzo del 1959. Al momento non esiste un vincolo dei Beni Culturali sull'impianto ma, nel 2008, il Flaminio compirà 50 anni e, secondo il Codice Urbani, trattandosi di un'opera di autore non più vivente, la cui esecuzione risale a oltre 50 anni fa, potrebbero scattare delle restrizioni sull'immobile. Tra un anno interesserà ancora a qualcuno il Flaminio? Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha ribadito la sua intenzione di costruire un impianto completamente nuovo mentre il sindaco Walter Veltroni ha dichiarato che «è matura la prospettiva che Roma abbia uno stadio per il rugby che potrebbe sorgere non lontano da Tor Vergata». La sensazione è che, almeno a breve, non ci saranno cambiamenti significativi. Il timore, invece, è che il Flaminio possa diventare un «rudere» come il Velodromo olimpico di Viale della Tecnica all'Eur.
(Stadio Flaminio) Il tempo stringe: nel 2008 col Codice Urbani l'impianto non sarà più modificabile
Il Flaminio potrebbe diventare un "caso velodromo" se non si intraprenderà un'opera di ampliamento. Gli architetti Pierluigi Nervi, Francesco Fedele ed Emilio Guazzone hanno presentato una proposta per aumentare la capienza dello stadio da 24mila a 37mila posti. L'idea è quella di scavare sotto le tribune attuali e creare un secondo anello, ma la situazione è complessa a causa del rischio di falde acquifere sotterranee. Il Flaminio compirà 50 anni nel 2008 e, secondo il Codice Urbani, potrebbero scattare delle restrizioni sull'immobile.
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